La Chiesa modenese piange don Antenore, cappellano del Policlinico

Era ricoverato da mesi ma fino all’ultimo ha portato avanti la sua missione, che da 30 anni ne faceva un punto di riferimento tra i reparti di degenza

«Era una persona di una bontà incredibile. La sua missione in ospedale, tra i malati, è stata di una genuinità incredibile». Lo descrivono tutti così don Antenore Ternelli, storico cappellano del Policlinico, morti ieri dopo una lunga degenza. In Diocesi unanimi i ricordi e i commenti, tra i sacerdoti che lo ricordano e lo conoscevano. Già, perchè pur avendo 86 anni, don Antenore era un prete giovane.

Nato il 12 dicembre 1933 a Montebaranzone, don Antenore fu ordinato presbitero il 29 agosto 1992 dall’arcivescovo Bartolomeo Santo Quadri: per quasi trent'anni, dal 31 gennaio 1992, è stato cappellano del Policlinico di Modena, parrocchia della Beata Vergine della Salute.


Una “chiamata” arrivata già a 50 anni e subito arrivò la sua destinazione all’ospedale. Per i malati era un punto di riferimento. Attraversava reparti e saliva scale con la sua forza di uomo buono e rigoroso, capace di trovare sempre le parole giuste per chi soffriva e attraversava un momento di dolore. La sua missione è, di fatto, sempre stata tra i malati: quando si accostava ai pazienti lo faceva con garbo e difficilmente si rinunciava ad una parola di conforto.

Il funerale, presieduto dall’Arcivescovo Erio Castellucci, si terrà nella chiesa parrocchiale di Sant’Agnese lunedì alle 9.30. Nella nativa Montebaranzone l’ultimo saluto terreno, lo stesso giorno, con la celebrazione della messa alle 14 e la tumulazione nel cimitero locale.

Domani sarà recitato il Rosario: alle 16 nella cappella delle Camere ardenti del Policlinico di Modena, alle 19 nella chiesa di Montebaranzone e alle 19.30 nella chiesa di Sant’Agnese a Modena. —

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