Maranello. Ladri di cani in azione: rubato il lagotto Otto

Infallibile con i tartufi, era nella sua cuccia. Il padrone: «Non è una questioni di soldi, ma di affetto»

Maranello. Hanno agito nel silenzio della notte, approfittando della desolazione delle strade in questo periodo, e hanno portato via Otto, un lagotto di un anno e mezzo, dal suo box a Torre Maina di Maranello, in via Sant’Antonio. Otto è un cucciolo obbediente, di indole tranquilla, bianco con chiazze marroni, dal pelo ricciolo e dagli occhi verdi: ma soprattutto, Otto è un cane da tartufo dall’ottimo fiuto, ed è sicuramente questo il motivo che ha spinto i ladri a portarlo via al suo padrone, il signor Uber Gherardini.

«Per me - racconta Gherardini - il cane è come un figlio. Non mi importa del valore economico. Sono estremamente legato ad Otto». Insieme al lagotto, nel casolare di Torre Maina, c’erano altri due cani da tartufo appartenenti ad un amico di Gherardini, che però non sono stati rubati. «Otto - continua Gherardini - è di razza. Inoltre è un cucciolo, mentre gli altri due cani sono più anziani, e queste cose chi se ne intende un po’ le vede».


Ogni giorno, mattina e sera, Uber e il suo amico si recavano al casolare per accudire i cani. L’ultima volta giovedì sera, intorno alle 19: ieri mattina l’amara sorpresa. «Il mio amico - continua l’uomo - si è subito accorto che c’era qualcosa di strano. Il lucchetto che chiudeva i box era stato rotto ed era sparito. I suoi due cani gli sono andati incontro, il mio non c’era più. Hanno portano via anche il mangime, i medicinali per gli animali, addirittura delle scope». Poche ore dopo la scoperta, la denuncia in caserma, anche se le speranze di ritrovare Otto sono poche.

«I carabinieri - prosegue - mi hanno consigliato di tenere d’occhio internet, e controllare se vedo qualche annuncio perché potrebbero metterlo in vendita, ha un valore di circa 2mila euro». Il cucciolo è inoltre dotato di microchip, quindi c’è anche un’altra speranza: «Magari, se si dovesse allontanare e qualcuno lo ritrovasse, potrebbero risalire a me…».

Il signor Gherardini, comunque, è certo di una cosa: «Lo hanno sicuramente caricato in macchina, magari aiutandosi con delle crocchette. Non si allontanava mai dagli altri due cani, né da me. Quando lo liberavo mi stava sempre vicino, o comunque non andava a più di cinque o sei metri di distanza». 
 

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