Vignola  «Cra Sagittario, settimana drammatica Ma ora siamo vicini alla fine dell’incubo»

Anna Costanzini, amministratrice della casa di riposo che ha avuto sei decessi: «Solo un ospite ha ancora le febbre» 

VIGNOLA «Al momento la situazione nella nostra struttura è stabile e sotto controllo, per cui contiamo di uscirne al più presto. Tra gli ospiti, infatti, soltanto uno ha ancora la febbre, il che ci fa ben sperare di essere vicini alla fine di questo terribile incubo».

A parlare è Anna Costanzini, amministratrice della casa di riposo Residence Sagittario di Vignola. Questa settimana sono stati sei gli ospiti deceduti a causa del focolaio esploso in struttura circa due settimane fa. Oltre a confortare, però, Costanzini ammonisce: «Purtroppo questo virus è imprevedibile, per cui finché non avremo riscontro nei test, aspetteremo a cantare vittoria. Stiamo facendo il possibile e al momento posso dire di sentirmi più tranquilla». Fu l’Ausl a inizio novembre a eseguire i tamponi agli ospiti della struttura.

«Da quel momento abbiamo riorganizzato gli spazi in modo da tenere separati i positivi dai negativi - illustra Costanzini - circa il 50% del nostro personale è stato contagiato, per cui abbiamo dovuto sostituirlo celermente. L’Ausl ha mandato questa settimana un infermiere professionale che è in struttura qui con noi». La casa di riposo Residence Sagittario è chiusa da marzo a causa delle misure adottate già al tempo della prima ondata e soltanto gli operatori possono circolare dentro e fuori i locali.

«A mia nonna è stato fatto il tampone il 4 novembre ed era risultata negativa. Non aveva febbre, né bisogno di ossigeno - racconta Elia, nipote di Rosanna Zini, 85enne deceduta nei giorni scorsi - tanto che martedì aveva cenato come di consueto ed era andata a dormire. Poi però non si è più svegliata. Era da marzo che non la vedevamo a causa delle restrizioni e non l’abbiamo vista nemmeno dopo che è morta. La bara, sempre per misure di sicurezza, è stata sigillata direttamente nella struttura». Tra le persone venute a mancare a causa del focolaio Covid all’interno della casa di riposo Residence Sagittario c’è anche Lina Pomati. A inizio anno aveva festeggiato il prodigioso traguardo di cento anni di vita; per l’occasione, avevano preso parte ai festeggiamenti assieme ai familiari anche l’ex sindaco di Vignola Simone Pelloni e il vicesindaco di Castelvetro Giorgia Mezzaqui, i quali le avevano consegnato un attestato come ricordo dell’evento.

«La salute di alcuni anziani è peggiorata nel giro di 24 ore, nonostante non fossero presenti prima particolari criticità - commenta Anna Paragliola, assessore vignolese alla sanità - al momento nessuno degli ospiti ha avuto bisogno del ricovero in ospedale, e tutti hanno ricevuto le cure necessarie direttamente in struttura. Si tratta di persone particolarmente avanti con gli anni, e alcuni di loro si trovavano in una situazione di fragilità. Il focolaio è ancora in atto e stiamo cercando di garantire quanto più sostegno possibile».

«Posso dire che siamo costantemente in contatto sia con i gestori della casa di riposo che con l’Ausl - spiega il sindaco di Vignola Emilia Muratori - la struttura è perfettamente attrezzata per l’isolamento delle persone contagiate e abbiamo massima fiducia nel lavoro che infermieri e medici stanno svolgendo. La situazione è costantemente monitorata, grazie al medico di struttura, ai consulenti specialisti e al telemonitoraggio dei parametri vitali degli ospiti».

Il peggio sembra alle spalle. Ma per averne scientifica certezza sarà necessario aspettare i prossimi tamponi. —


 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi