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Modena. Donne vittime di violenza: i dati in costante aumento

Secondo l’Istat sono oltre 6milioni, durante il Covid 73% in più di richieste aiuto Oggi pomeriggio è in programma un incontro online con Unimore per riflettere

Paola Ducci

MODENA.In prossimità della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne di mercoledì, i dati italiani sulla violenza di genere sono come sempre sconcertanti. Come segnala il prof. Thomas Casadei del Crid - Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità di Unimore (www.crid.unimore.it): «Secondo l’Istat, il 31,5% delle donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni (6 milioni 788 mila) in Italia ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila). Come è noto, le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Inoltre, durante la pandemia e in particolare dal 1° marzo al 16 aprile 2020, le telefonate al 1522, il numero verde per il soccorso di vittime di violenza domestica, sono incrementate del 73% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, e continuano a moltiplicarsi le forme di violenza sulla rete».


Dinnanzi a questi dati, risulta importante riflettere sulle diseguaglianze di genere ancora vigenti, nonché sulle “tappe” che hanno condotto al riconoscimento giuridico della parità. Proprio a questi temi è dedicato l’incontro “Itinerari della parità nell’ordinamento giuridico italiano. Dall’Unità d’Italia al Covid-19”, che si terrà oggi dalle 15.45 sulla piattaforma Dolly Collaborate (https://bit.ly/37qe0NJ), nell’ambito del progetto di Public engagement di Giurisprudenza, con interventi della dottoressa Serena Vantin, ricercatrice del Crid di Unimore e della Dottoressa Vittorina Maestroni del Centro Documentazione Donna. “ll cammino volto a riconoscere giuridicamente la parità tra i sessi è stato lungo e accidentato - ricorda Vantin - e oggi la pandemia, l’inasprimento delle diseguaglianze e l’insicurezza economica rischiano di mettere nuovamente a repentaglio le conquiste culturali e giuridiche acquisite dalle donne».

«A questo proposito - conclude Maestroni - è opportuno ricordare, ai sensi della Convenzione di Istanbul, che la violenza nei confronti delle donne è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, contro la quale devono essere attuate misure di protezione, repressione ma anche di prevenzione. È proprio nel campo della prevenzione, della sensibilizzazione e della formazione che da anni a Modena si è sviluppato un lavoro di rete tra i diversi soggetti istituzionali, i sindacati, il mondo delle associazioni e l’università. Le associazioni diventano un ponte che favorisce il collegamento tra le istanze e i problemi delle donne e le risposte che le istituzioni provano a dare. L’università, in questa prospettiva, è un partner fondamentale». —

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