Sedici morti a Modena Superato il muro dei settecento decessi

Dall’inizio dell’epidemia sono 701. Ieri il record di vittime per la seconda ondata Sanità: la Regione promuove Ausl e ospedali per il recupero degli interventi





Modena supera il muro dei 700 decessi da inizio epidemia. Sono 701 per la precisione, un incremento improvviso dovuto alle 16 vittime comunicate ieri dalla Regione. Si tratta ancora una volta di persone anziane, ma anche di un 59enne, oltra a 73enne e un 74enne. Si tratta del picco di morti in questa seconda ondata, mentre durante la prima il triste record si era verificato il 2 aprile con 20 decessi.

Sul piano dei contagi leggero calo rispetto a sabato: i nuovi positivi ieri sono stati 471. Di questi 205 sintomatici: uno è stato ricoverato in Terapia intensiva, 15 in altri reparti Covid.

E proprio sul fronte degli ospedali arrivano buone notizie per la sanità modenese, che risulta essere quella che più di ogni altra in Emilia Romagna ha saputo recuperare il terreno perso a causa del Covid per quanto riguarda visite e interventi. Una situazione che, per il periodo gennaio-settembre, è stata fotografata dalla Regione, che ha elaborato un dossier inviato ai sindacati sugli interventi saltati e su quelli che invece le 14 Aziende sanitarie presenti nelle 9 province sono riuscite a garantire.

Dossier che premia dunque la sanità modenese, che insieme a quella di Reggio ha ottenuto la performance migliore per la copertura degli interventi in tempi consoni, superiore al 90%. Buona parte delle Aziende regionali - 8 su 14 - hanno raggiunto l’80%, che vale la “zona verde”, mentre in difficoltà ci sono alcuni ospedali bolognesi, come il Rizzoli, che si ferma al 50%. A livello regionale, è stata soprattutto l’estate a consentire di recuperare gli interventi programmati, dal momento che a fine luglio c’era stata una riduzione del 28% del volume delle operazioni oggetto di monitoraggio, con poco più di 29mila ricoveri sui 40mila garantiti nello stesso periodo del 2019. Ma il dossier della Regione fa anche una richiesta alle Aziende: quella di «valutare una riduzione-sospensione di alcune tipologie di ricoveri programmati, escluse le urgenze». Il sistema sanitario modenese ha già risposto: per la rete Ausl, nell’Area nord (Carpi e Mirandola) da inizio novembre sono stati sospesi i ricoveri chirurgici programmati, ad eccezione degli interventi urgenti e non procrastinabili e di quelli per patologia oncologica da effettuare entro 30 giorni. In Area sud, attività chirurgiche sospese anche a Vignola, mentre quelle programmate a Pavullo potranno essere organizzate per la gestione di patologie e pazienti non rimandabili.

Anche sulla chirurgia ambulatoriale sono previste sospensioni: in particolare, su Mirandola dove presso il blocco operatorio sono stati allestiti posti letto aggiuntivi di terapia semintensiva.

L’Azienda Ospedaliero Universitaria sottolinea che «sono sempre stati garantiti gli interventi urgenti e indifferibili, oltre alla chirurgia oncologica. Ad oggi abbiamo attivato per i positivi 298 posti di degenza ordinaria e 96 tra intensiva e semintensiva. Presso il Policlinico sono disponibili 188 posti di degenza ordinaria e 46 semintensivi/intensivi. A Baggiovara 110 i posti in degenza ordinaria e 50 quelli di semintensiva/intensiva».

Dal bilancio 2019 emerge che in tempi normali al Policlinico sono presenti 589 posti di degenza ordinaria. Quindi sulla carta qui ne restano 401 per i malati non-Covid. A Baggiovara invece sono 472: ne rimarrebbero dunque 362. L’azienda precisa che però si tratta di una capienza di base non fissa ma fluttuante, a seconda delle esigenze. —