Epidemia Covid nel modenese. L'Ausl: "Tutti gli ospedali sono sotto stress"

Anche nella settimana 17-23 novembre l’andamento epidemico ha evidenziato in provincia di Modena un trend di crescita di nuovi casi positivi, contatti e ricoveri. Ad oggi aree covid sono state allestite in tutti gli ospedali della rete, mentre si lavora costantemente alla creazione di nuovi posti letto con la collaborazione delle strutture sanitarie pubbliche e private.

MODENA E' un quadro di massima allerta, quello che emerge dall'analisi settimanale dell'andamento dell'epidemia nella nostra provincia, da parte dell'Ausl. I contagi continuano ad aumentare così come i ricoveri.

"Tutto ciò ha comportato un fortissimo stress di tutto il sistema assistenziale di prevenzione e cura che, nonostante questo, è stato fino ad ora in grado di continuare a garantire il governo dei flussi dei pazienti nelle strutture e al domicilio.  - spiega l'Ausl in una nota  - Ciò grazie al piano organizzativo e di assunzioni straordinarie preparato e attuato dalle aziende sanitarie nel corso del periodo estivo".

I numeri parlano chiaro: anche nella settimana 17-23 novembre l’andamento epidemico ha evidenziato in provincia di Modena un trend di crescita di nuovi casi positivi, contatti e ricoveri. Ad oggi aree covid sono state allestite in tutti gli ospedali della rete, mentre si lavora costantemente alla creazione di nuovi posti letto con la collaborazione delle strutture sanitarie pubbliche e private.

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Hub Covid, ha attivato 298 posti di degenza ordinaria e 96 tra intensiva e semintensiva. Presso lo stabilimento Policlinico sono disponibili 188 posti di degenza ordinaria e 46 semintensivi/intensivi. Presso lo stabilimento di Baggiovara in degenza ordinaria sono dedicabili ai positivi 110 posti e 50 sono i posti di semintensiva/intensiva. Aree dedicate al covid sono presenti negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo. Attivata inoltre la collaborazione con l’ospedalità privata per poter fornire ulteriori prestazioni chirurgiche e anche posti letto aggiuntivi covid e non covid.


A questa seconda ondata sta creando problemi nuovi che si spera di continuare a gestire come si è fatto finora. "Diversamente da quanto accaduto durante la prima ondata, quando gli ospedali hanno fatto fronte ad una casistica principalmente rappresentata da pazienti covid positivi, allo stato attuale il numero di ricoveri particolarmente elevato di pazienti covid si è aggiunto a quelli attesi nel periodo, rappresentati dalle esigenze di ricovero di pazienti no covid abitualmente assistiti dalle strutture sanitarie, che hanno reso necessario attivare misure straordinarie".

Per far fronte a questa situazione si sono messe in atto una serie di misure

"In primo luogo sono state ridotte gradualmente e progressivamente le attività di ricovero programmate procrastinabili, parallelamente all’aumento della curva dei contagi: questo per consentire la rimodulazione di reparti ordinari in aree covid, la creazione di aree ad assistenza semintensiva per pazienti covid, e la necessaria riallocazione di personale medico ed infermieristico. - spiega l'Ausl - Le attività di specialistica ambulatoriale (visite, prestazioni strumentali) e di chirurgia ambulatoriale sono state ridotte in misura selettiva solo per quelle situazioni in cui le condizioni logistico-organizzative hanno reso necessario adibire risorse e spazi ad assistenza per pazienti covid (es. attività internistiche e specialistiche in AOU, attività di chirurgia ambulatoriale ed endoscopia presso alcuni ospedali della rete AUSL). È stata inoltre rafforzata la rete di collaborazione tra il pubblico e le strutture private accreditate per l’utilizzo comune delle piattaforme chirurgiche e ambulatoriali e per l’incremento di posti letto covid e non covid.

Sul versante territoriale sono state potenziate le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), una per ognuno dei sette distretti, con due-quattro squadre che escono contemporaneamente su ciascun territorio: vedono già impegnati 86 medici. È stata inoltre attivata l’Usca pediatrica. Già attive alcune delle Centrali operative distrettuali come Mirandola, Carpi, Pavullo, in via di formalizzazione le altre, per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, Usca e guardia medica/continuità assistenziale. Rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid+.

Aperto nella giornata di oggi un nuovo Ospedale di Comunità (OsCo) covid con 21 posti letto a Soliera, che si aggiunge a quelli di Novi e Fanano, mentre l’OsCo di Castelfranco Emilia rimane no-covid, per un totale di 70 posti, di cui 50 per pazienti covid.