La coltivazione di lavanda: un angolo di Provenza a Serra

L’azienda di Arianna Manfredini produce oli, profumi, igienizzanti, cosmetici 

SERRAMAZZONI. C'è un angolo di Provenza sull'Appennino modenese con «La lavanda di Allyson», l'azienda agricola con sede a Serramazzoni.

«Il progetto pilota è iniziato circa sette anni fa – ha spiegato la titolare Arianna Manfredini – ho piantato le prime piante, per vedere se crescevano bene nei nostri terreni. Dopo qualche anno, vedendo che producevano bene, ho deciso di aprire l'azienda agricola».



Arianna Manfredini, 43 anni, prima di dedicarsi alla coltivazione della lavanda, lavorava nel mondo della ceramica, in particolare, insieme alla sorella, operava nel decoro artistico.

«Ma ho sempre amato lavanda – racconta– e i prodotti naturali di un certo tipo. Per questo ho avviato il progetto che mi ha portato fin qui e quando si è trattato di decidere un nome dell'azienda e della linea di cosmetici- ha detto ancora Arianna, amante degli animali, ho scelto quello di Allyson, la mia cagnetta, perchè quando è nato il progetto, quando interravo le piantine, quando andavo nei campi, lei era sempre con me, sempre presente».

La lavanda di Allyson è infatti specializzata nella coltivazione di lavanda, in particolare Lavanda officinalis o Angustifolia, compiuta in modo del tutto naturale.

«Il lavandeto è composto da circa 4000 piante – ha continuato Arianna – che coprono circa un ettaro suddiviso fra il terreno di Serramazzoni e quello di Montefiorino. Insomma noi produciamo la lavanda dell'Appennino modenese».

Dalla spiga della lavanda, Arianna Manfredini estrae un profumatissimo olio essenziale. «Per ottenere un litro del nostro olio – aggiunge ancora Arianna – occorrono circa 1,3 o 1,4 quintali di prodotto. L'olio che otteniamo è molto pregiato, anche perchè ho deciso di coltivare solo una varietà pregiata di lavanda, che rende meno, ma privilegia la qualità rispetto alla quantità».

Dall'olio derivano poi numerosi prodotti per il corpo, per l'igiene, prodotti per la profumazione e in tutti è presente l'olio «La lavanda di Allyson», sul quale si concentra tutto il ciclo produttivo dell'azienda.

«Si comincia a primavera, togliendo le erbacce tra le piante, un'operazione che noi compiamo senza alcun utilizzo di diserbanti – ha spiegato Arianna – poi la pianta inizia crescere e a creare le spighe con i fiori e quando sono pronte, a luglio, arriva il momento della raccolta, che viene realizzata rigorosamente a mano. Dalle spighe viene poi distillato l'olio. Il ciclo produttivo continua infine in autunno. Nel lavandeto si svolgono i lavori di potatura degli arbusti, per fare in modo che la pianta mantenga la giusta forma e affronti così il riposo invernale».

La commercializzazione avviene, come per tutti i prodotti di nicchia, attraverso mercati, fiere, negozi o con quel "passa parola", che si basa sulla qualità. «La lavanda si usa molto in cosmetica, ma anche in medicina e in cucina - aggiunge ancora Arianna- la usavano già i Greci e i Romani e dopo non c'era monastero benedettino che non la coltivasse. La lavanda ha tantissime proprietà curative. Lo sapevano già nell'antichità, lo sapevano i monaci e lo sapevano anche i nostri nonni che la usavano come fungicida, battericida, la usavano per detergersi e per disinfettare le ferite. La ricordiamo soprattutto nei cassetti della nonna come profumatore nella biancheria, ma questo perchè la lavanda è anche un tarmicida naturale. Per questo, ancora oggi, continuiamo a produrre sacchetti alla lavanda per biancheria». Creme per il corpo, sali da bagno, gel igienizzante, infusi e tisane sono solo alcuni dei prodotti commecializzati, anche se quello di punta rimane rimane l'olio essenziale: «I nostri prodotti sono naturali, ipoallergenici e sono semplici anche nel packaging – ha concluso Arianna – nascono infatti con una confezione senza orpelli. È stata una scelta aziendale perchè crediamo nella naturalità e anche la confezione deve essere in linea con questa filosofia. Su tutti i nostri prodotti però c'è un sigillo che, a tutela del consumatore, attesta che la confezione non è mai stata aperta da altri».