Cra Quadrifoglio Carpi, 20 decessi «I Nas non hanno trovato gravi inadempienze»

Tecniche di isolamento specifiche, nuova telemedicina, formazione ad hoc nell’uso dei dispositivi, ma anche visite attraverso i vetri e una comunicazione più intensa alle famiglie perché «chiamate e videochiamate, al pari dell’attività assistenziale, possono giocare un ruolo importante sulla salute: possono influire sulla voglia di alimentarsi o rendere più collaborativi alle terapie. Abbiamo scritto alle strutture perché facciano attenzione a questo». Sono queste alcune tra le azioni in campo contro la potente ondata di 89 contagi fra operatori e ospiti che ha mietuto 20 vittime alla Cra Quadrifoglio di Carpi dove i Nas, è stato confermato, non hanno riscontrato gravi irregolarità. La situazione è stata illustrata, dopo la premessa del sindaco, dall’assessore Tamara Calzolari alla commissione Covid, presieduta da Giulio Bonzanini. Il tema è stato introdotto dall’aggiornamento provinciale sulle Cra: su 52 strutture accreditate, 16, pari al 38,8%, vedono la presenza del Covid; tre a Carpi, nove a Modena, una a Sassuolo, due a Pavullo, due a Vignola. A Carpi il virus è entrato al “Quadrifoglio”, con 36 ospiti positivi, 20 deceduti e 10 negativi; alla “Pertini” con cinque contagi, un ricovero e tre deceduti nell’ultima ondata, a fronte di 48 negativi. Alla “Tenente Marchi”, due i positivi tra gli ospiti e due tra gli operatori.

«Il primo caso al Quadrifoglio - spiega Calzolari - risale al 22 ottobre. Sono stati attivati subito test a tutti e l’isolamento, curando al contempo la continuità assistenziale. Decisivo l’apporto del personale ospedaliero con i medici Vacondio e Pesci. Gli operatori ci confidano che le famiglie che conoscono la struttura da tempo non hanno mutato la fiducia. I controlli dei Nas non hanno rilevato particolari inadempienze: si parla di imbiancatura a una stanza di servizio». —