Sassuolo Il Papa: «Don Alfonso Ugolini venerabile»

Il pontefice ha firmato il decreto per il sacerdote sassolese morto undici anni fa. Prossimo passo la beatificazione



La chiesa sassolese è in festa: ieri a mezzogiorno Papa Francesco ha firmato il decreto di innalzamento a “Venerabile” per don Alfonso Ugolini, l’umile sacerdote, sassolese di adozione, che ha lasciato una scia di santità sul territorio. Nato il 28 agosto 1908, a Thionville, da Enrico e Maria Anna Rondanelli, due emigrati modenesi, precisamente di Pianorso di Lama Mocogno, Alfonso Ugolini arriva a Sassuolo nel 1915. La sua famiglia vive in povertà e poco dopo la mamma muore di tubercolosi a 36 anni, con lui solo 12enne.


La povertà è presente in tutta la sua adolescenza ed egli stesso, a 17 anni, si ammala come la madre ma guarisce, inspiegabilmente per la scienza, per grazia della Madonna secondo lui stesso. Il parroco di San Giorgio, don Giuseppe Zanichelli, lo nomina sagrestano, segretario parrocchiale e catechista e Alfonso crede di toccare il cielo con un dito. Da segretario diventa il punto di riferimento per tanti immigrati in cerca di lavoro e di una casa e moltiplica le sue forze fondando anche la Fac, Fraterno Aiuto Cristiano. Alfonso, non dimentica, infatti, di essere figlio di un emigrato, ed è disponibile a trovare un lavoro, un letto, una camera, un appartamento a chi arriva, disorientato e povero. Fonda anche la sottosezione dell’Unitalsi, per organizzare i viaggi a Lourdes.

A sessantacinque anni, diventa sacerdote e da quel momento trascorre tantissime ore in chiesa, tra celebrazione della messa, recita del rosario e confessioni. La morte arriva nel 1999 a novantuno anni.

«L'umiltà è sempre stata la sua caratteristica – racconta don Erio Bertolotti, decano dei sacerdoti di Sassuolo dall'alto dei suoi 92 anni – e quando andai a cercare le sue origini francesi mi accorsi che anche la povertà lo aveva accompagnato nei suoi primi anni di vita, con tanta miseria ma anche con drammi familiari finchè non venne a Sassuolo. Il suo percorso di fede è sempre stato nel segno dell'amore per i sacramenti e raggiungere lo status di “venerabile” è il giusto premio per quello che ha fatto e continua a fare». Nella cappellina delle Carandine, adiacente il duomo, ieri c'è stato un composto via vai per recitare una preghiera davanti alla tomba, ai piedi della ricostruzione della grotta di Lourdes, con la sua “amata” Madonna. «Abbiamo appreso con immensa gioia questa notizia – ha detto don Patrick Valena, co-parroco moderatore dell'unità pastorale Sassuolo centro – che attendevamo da qualche giorno, visto che la postulatrice ci aveva avvisati che il parere della congregazione era stato favorevole. Cosa significa essere venerabile? Significa che don Alfonso ha vissuto nella sua vita tutte le virtù cristiane, sia le virtù teologali di fede, speranza e carità sia quelle cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Adesso preghiamo perché Dio operi dei miracoli per intercessione di don Alfonso in modo da poterlo presto venerare tra i beati e tra i santi». Qualcosa è già stato segnalato in questi anni, non è così? «Si, ci sono alcuni fatti prodigiosi – ammette don Valena – che sono stati segnalati ed in parrocchia sono pervenute lettere, attestazioni di grazia ed altro che saranno vagliate dalle apposite commissioni e dalla congregazione dei santi per arrivare poi ad un ulteriore passo nella scala verso la santità». —