«Curva maledetta, Anas non fa nulla» Esposto dei Familiari delle vittime della strada

Nell’arco di nove anni 2 morti e 14 feriti in 12 incidenti nello stesso punto: l’innesto dalla Complanare Einaudi alla SS12



Dodici incidenti in nove anni con due morti sul colpo, due persone finite in prognosi riservata e dieci feriti. Tutti nello stesso punto, snodo viario di evidente pericolo.


Ma nonostante i ripetuti appelli a intervenire dell’Associazione Famigliari Vittime della Strada, della Prefettura, del sindaco di Modena, del Comune stesso tramite il responsabile dei lavori pubblici, dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione e ovviamente dei famigliari, Anas non agisce. E non risponde neanche alle richieste formali: l’ultima missiva inviata da Gian Carlo Muzzarelli il 3 marzo 2020 è rimasta senza alcun tipo di riscontro. Al che si procede con le maniere forti, con un esposto in Procura in cui si chiede di verificare gli estremi dei reti di attentato alla sicurezza stradale, dei trasporti e alla pubblica incolumità, nonché di omicidio colposo.

L’aveva promesso Franco Piacentini, presidente dell’Associazione Famigliari Vittime della Strada. Il documento, frutto di un appassionato e minuzioso lavoro di rilievo e ricostruzione è pronto, e verrà depositato nei prossimi giorni. Lo aveva promesso di fronte all’ultima morte straziante: quella del 29enne Giacomo Montella di Spezzano che l’11 febbraio 2019 perse la vita in un incidente terrificante, l’ultimo della serie. Sempre lì.

Stiamo parlando della complanare Einaudi (la Statale 724 dir) nel tratto finale di soli 30 metri in cui, al termine di un lungo rettilineo in cui fatalmente si va in velocità, con una forte curva destrorsa si innesta su strada Bellaria (la Statale 12 Nuova Estense). Una curva maledetta a cui si accede con restringimento di carreggiata e una forte forza centrifuga che spinge a sinistra. Ma il guardrail inspiegabilmente è presente sulla destra: se uno perde il controllo va a finire in un terrapieno con fossato che rende inevitabile il ribaltamento. Così è stato per Giacomo con la sua New Beetle da cui è volato fuori senza scampo (ferite ma scampate le due ragazze con lui). Con dinamica simile il 9 luglio 2012 morì il 18enne Simone Vezzani, passeggero su una Range Rover (altri quattro feriti).

Un anno dopo la morte di Giacomo, Piacentini aveva detto che in assenza di intervento avrebbe fatto l’esposto. Ed ora eccolo. Mosso da un misto di amarezza, rabbia e soprattutto incredulità: «È un tratto di soli 30 metri per cui si chiedono azioni molto semplici: è incredibile questa inazione - sottolinea - considerando che tutti i gravi incidenti sulla complanare si sono verificati lì». Cosa si chiede ad Anas? Nell’urgenza solo un guardrail sulla sinistra che eviti fuoristrada terrificanti, la cui assenza è stata sottolineata anche dalle forze dell’ordine nel verbale d’incidente. Poi una maggiore illuminazione e una segnaletica migliore che avvisi prima del restringimento di carreggiata, che allo scopo potrebbe essere anticipato dalle strisce zebrate. Si può discutere di molto altro, ma queste sono cose che non impegnano certo tanto.

«Vedere non far nulla in un punto così pericoloso è una cosa che mi indigna senza fine» sottolinea Maria Assunta Partesotti, madre di Giacomo nonché agente scelto della polizia locale di Formigine. Di fronte alla tragedia immane della perdita di un figlio di 29 anni, adorato nella comunità di Spezzano, aveva due scelte: chiudersi nel dolore o farne una ragione di vita cercando di evitare ad altri giovani, ed altre famiglie, la stessa fine. Così è entrata nell’associazione vittime e ovunque la chiamino a dare testimonianza, va. «Mio figlio ha commesso degli errori - osserva - non beveva mai ma quella sera sì, e si era messo alla guida non avendo trovato nessun altro disposto a farlo. E non aveva la cintura. Lui che a momenti conosceva il Codice della strada meglio di me, nella sua giovinezza ha sbagliato. E ha pagato con la vita, lasciando nello strazio anche un fratellino di 6 anni che lo adorava. Ma se ci fosse stato il guardrail a sinistra si sarebbe salvato. Solo 40 metri di guardrail. Questo solo chiedo. Per non vedere più delle altre vite spezzarsi su quel campo». —