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Giorgia, l’architetto di Finale artista che trasforma i dati in copertine di successo E ora il New York Times

La professionista di Finale ha firmato la prima pagina del giornale «Ho raccontato le mie prime volte della pandemia attraverso disegni» 

il personaggio

FINALE. Datele dei numeri oppure delle informazioni scritte e la sua geniale fantasia inizierà ad elaborare un viaggio tra disegni, infografiche, colori e tratti distintivi. Lei è Giorgia Lupi, architetto che vive da anni negli Stati Uniti, ma con il cuore ben piantato a Finale. Già protagonista di esaltanti produzioni, inserita nel 2018 tra le 100 persone più creative al mondo, ha raggiunto un altro prestigioso traguardo: disegnare la copertina di “At Home”, inserto domenicale del New York Times.

Dati e numeri diventano arte per raccontare la pandemia: Giorgia Lupi disegna l'inserto del New York Times



Lei, i cui lavori sono parte della collezione permanente del Museum of Modern Art e che ha esposto tra gli altri al Design Museum, al Science Museum e alla Somerset House di Londra; al Centre Pompidou di Parigi; al Museum of Design di Atlanta; alla New York Hall of Science e allo Storefront for Art and Architecture di New York; al Triennale Design Museum alla Design Week di Milano; al Petach Tikva Museum of Art in Israele, stavolta è andata anche oltre.

Attraverso la sua arte architettonica ha creato una prima pagina capace di narrare il proprio 2020 tra inizi, riprese, emozioni, chiusure, riaperture, eventi. «Leggendo il mio diario dell’anno, - ha svelato - mi ha colpito come probabilmente tutti noi riusciamo a ricordare l’ultima volta che abbiamo preso la metro, ci siamo seduti ad un bancone del bar, abbiamo visto un caro amico... Ma probabilmente tutti abbiamo molte altre “prime volte” segnate sui nostri calendari, come una passeggiata socialmente distanziata o un giro in bici, lentamente riprendendo un senso di libertà e punteggiando i nostri tempi mentali. Ecco la base del mio lavoro. Si è trattato di un saggio di design. Normalmente andrei per immagini più ricche e dense, con molti altri strati. Questa volta volevo concentrarmi su una storia a cui tutti potremmo riferirci», spiega parlando delle sue e nostre novità imposte dalla pandemia.

«È, purtroppo, particolarmente di attualità poiché ci troviamo di fronte ad un nuovo possibile blocco dove temiamo di perdere ancora il controllo sulle nostre vite. Ma questo lavoro e osservare le nostre prime volte può anche ricordarci che c’è speranza, ci saranno nuove “prime” quando le condizioni lo permetteranno, e che il tempo scorre e passa anche se non ne ha necessariamente voglia».

E da queste riflessioni è nata la copertina del New York Times. Capita allora che Giorgia disegni in rosso le ultime volte primaverili, gli amici incontrati, i viaggi, i contatti con la mamma e poi si affidi all’azzurro per ripartire nella narrazione del 2020, andando esplorare le cose che ha ripreso a fare appena ha potuto. Lei, piccolo scricciolo con una fantasia enorme, capace di dare un senso grafico a serie sconclusionate, come solo i veri fuoriclasse sono in grado di fare. —