Vignola Quelle scarpe rosse davanti l’ospedale è il no alla violenza contro le donne

Girotti: «In dieci mesi nei reparti ne abbiamo curate 39» Cefalea cronica e dolori gastroenterici sono “campanelli” 



VIGNOLA


No alla violenza sulle donne. Questa la frase riportata sulla panchina rossa posta ieri davanti all’ingresso dell’ospedale di Vignola. Oltre alla panchina, in occasione della “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”, una parte del personale medico e infermieristico vignolese ha allestito l’area verde adiacente all’accoglienza con numerose paia di scarpe rosse. «Il simbolo della scarpa rossa viene da un’installazione artistica ideata della messicana Elina Chauvet. Le espose per la prima volta davanti al consolato messicano in Texas, come simbolo delle centinaia di donne uccise in Messico – spiega Simona Girotti, infermiera del Pronto soccorso di Vignola, tra le promotrici di questa iniziativa – è un problema che ci riguarda molto da vicino, più di quanto non si pensi. Quest’anno, da gennaio a ottobre, qui all’ospedale di Vignola abbiamo accolto 39 donne vittime di violenza. Si tratta di un numero in calo rispetto all’anno scorso. Il Centro Antiviolenza, con il quale siamo sempre in contatto, ha invece ospitato 55 donne nello stesso periodo. Confrontando i numeri con quelli dell’anno scorso possiamo registrare in entrambe le strutture un calo. C’è da dire però – conclude Girotti – che sono state molte di più le chiamate durante il periodo di lockdown rispetto alle donne che si sono poi fisicamente presentate». Quando si parla di violenza, infatti, bisogna tener presente di tutte le forme con cui questa viene esercitata, specialmente in ambito famigliare. «Noi ci accorgiamo della violenza anche quando si presenta sotto altre forme: come la cefalea cronica, i dolori gastroenterici, quelli pelvici cronici, le ansie, i disturbi del sonno. Si tratta di sofferenze psicologiche che diventano un problema organico. La violenza poi può essere anche economica» specifica Simona Girotti. Presente all’evento di ieri anche il sindaco Emilia Muratori: «quello della violenza contro le donne è purtroppo un tema molto attuale, anche nella nostra provincia. I femminicidi nel nostro territorio sono una piaga che dobbiamo cercare di debellare, giorno dopo giorno. Come hanno ricordato gli infermieri e i medici della nostra struttura ospedaliera, il nostro distretto è fornito di una fitta rete di organismi, capaci di garantire sicuri punti d’accesso per le donne vittime di violenza. Dal Centro Antiviolenza al Pronto Soccorso. È per questo che nei prossimi giorni prenderanno vita una serie di iniziative in tutto il distretto dell’Unione Terre di Castelli per sensibilizzare la cittadinanza riguardo a questo tema. Vogliamo impegnarci per far sì che la violenza contro le donne sia un problema conosciuto e combattuto da tutti e che le donne in difficoltà si sentano libere di chiedere aiuto sia alle amministrazioni pubbliche che alle strutture sanitarie».

Tutti i comuni del distretto dell’Unione Terre Castelli hanno allestito installazioni davanti ai municipi o illuminato di rosso, colore che ricorda la violenza subita dalle donne, i palazzi dei comuni o dei principali monumenti cittadini. Sabato 28 sulla pagina Facebook del Comune di Vignola sarà possibile partecipare al dialogo in diretta con la professoressa Rita Monticelli, dal titolo “Violenza sulle donne e lockdown”. Mentre mercoledì 2 dicembre il Centro per le famiglie dell’Unione terrà un incontro on line, in collaborazione con Cgil, sul tema “Maternità e diritti”. —