Maranello, ecco la villa del boss che presto diventerà un b&b per i turisti

I lavori sono a buon punto e la struttura confiscata ai Pelaggi darà lavoro a donne che hanno vissuto esperienze difficili 

MARANELLO Il percorso di recupero della “villa del boss” di Fogliano va avanti e il progetto che si intende sviluppare vedrà presto luce. I lavori del primo stralcio sono completati: e il risultato è già stupefacente. Una stradina stretta, in su verso via Fondo Val Grizzaga, porta proprio lì, dove la famiglia ‘ndranghetista dei Pelaggi aveva fatto costruire la propria abitazione. E dove, per un certo periodo, aveva anche vissuto, prevalentemente nel piano interrato, dove c’era addirittura una sorta di piccola spa, giusto per non farsi mancare niente.

Maranello, la villa confiscata al boss diventa un bed and breakfast per turisti

C’era, e c’è ancora, anche una piccola stanza senza finestre: un “bunker” perfettamente schermato dalla interferenze esterne, in cui i cellulari non prendono. In cui, chiusa la porta, si è totalmente fuori dal mondo. Ma presto, la villa sarà tutt’altro che isolata: al contrario, diventerà piena di vita, perché offrirà un’occasione di riscatto a donne con varie fragilità. Non solo vittime di violenza, ma anche divorziate, ragazze madri con problemi economici, che non riescono a trovare una propria autonomia. Donne che hanno vissuto esperienze difficili, inviate dal Centro antiviolenza o dai Servizi sociali, e che qui, potranno riscrivere la propria storia e, al contempo, contribuire a riscrivere la storia dell’immobile, che diventerà una struttura ricettiva in cui potranno lavorare. Il progetto, sempre più in fase avanzata, inizia ora a delinearsi chiaramente.

Ci saranno camere per i turisti, ciascuna col proprio bagno, e la spa con molta probabilità verrà mantenuta, in modo da attirare ancora più ospiti. Preparare le colazioni, occuparsi della reception, della pulizia delle camere; sono tantissimi i compiti che queste donne potrebbero svolgere nella villa. E la parte più bella è che riceveranno anche una formazione.

«Per questo stiamo lavorando in sinergia con l’Unione, quindi con tutta la parte del Sociale – spiega il vicesindaco Mariaelena Mililli – e ci verrà data una mano dallo Ial di Serramazzoni». La villa venne sequestrata nell’ambito dell’indagine “Point Break” condotta dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Modena dal 26 luglio 2006, giorno dell’attentato esplosivo presso l’Agenzia delle Entrate di Sassuolo. Furono tratte in arresto 7 persone della cosca di ’ndrangheta “Arena” di Isola di Capo Rizzuto, per il reato di reimpiego di denaro. Sottratto alla criminalità organizzata, dopo la sentenza della suprema Corte di cassazione del 2014, il bene è stato confiscato ed è divenuto di proprietà del Comune.

La Regione ha poi manifestato l’interesse al progetto presentato dall’amministrazione stanziando 200mila euro (su un costo di 275mila totali) destinati al primo stralcio. Quello appena conclusosi, che ha riguardato parte del seminterrato, dell’esterno, tutto il piano terra e il sottotetto. «Aver ricevuto un contributo regionale così importante – spiega l’assessore ai lavori pubblici Chiara Ferrari – ci dice che c’è una volontà politica piuttosto forte di portare avanti questo progetto».

L’immobile verrà completato con un secondo stralcio che verrà messo a gara nel 2021; la Regione finanzierà anche questa parte, con un contributo di oltre 170 mila euro. In questo caso, si lavorerà sulla parte esterna, su opere di finitura e sulla realizzazione di un ascensore, in modo da rendere la struttura accessibile anche ai diversamente abili. L’idea è quella di aggiudicare il bando nella primavera del 2021, per arrivare all’autunno con l’edificio completamente finito. A quel punto occorrerà solo arredare e allestire una cucina professionale: «Abbiamo tante idee – spiegano Mililli e Ferrari – se le ragazze saranno brave potrebbero formare uno staff di catering o organizzare qualche dimostrazione culinaria». —