Montezemolo «Modena ne uscirà con la forza del manifatturiero»

L’Avvocato tra passato e futuro «I Panini sono stati una grande fonte di ispirazione per me» «Io ce l’avevo il mitico Pizzaballa ma mi mancavano Bolchi e Bonafin» «In questa provincia tanti imprenditori che lavorano sodo Faranno la differenza»

MODENA La “figu” che mancava nel suo album Panini e la “rinascita” della Maserati. Il Sistema-Modena anti Covid e il futuro della Formula 1. La ricetta per far ripartire l’economia in Italia e tanto altro. Con Luca Cordero di Montezemolo si può davvero spaziare su tutti i campi. Su tutti e uno in più, verrebbe da dire. Abbiamo intervistato l’ex presidente di Ferrari e Maserati, oltre che degli industriali modenesi, che è stato ospite il 26 novembre  della Bper per i Forum Eventi, Ospite d’eccezione in un dialogo con Leo Turrini. Sarà l’occasione per presentare l’ultimo libro del giornalista che racconta l’epopea della famiglia partita da Pozza di Maranello: “Panini. Storia di una famiglia e di tante figurine”, il titolo.

Avvocato, si parla di Panini e la prima domanda è scontata. Lei collezionava le figurine?


«Risposta semplice: assolutamente sì. Una grande passione che ho trasmesso anche ai miei figli. Ero alla ricerca di due figurine in particolare, da bambino mi ci sono “incaz...” perché erano quelle necessarie per terminare l’album».

Ogni riferimento, immaginiamo, è alla mitica figurina di Pier Luigi Pizzaballa. Quella introvabile e ricercatissima.

«E invece no. I miei “incubi” erano: Bruno “Maciste” Bolchi e un giocatore del Bologna, si chiamava Giulio Bonafin. Non so dirvi quanto tempo ho impiegato per trovare le loro figurine e completare la mia collezione Panini. Ma i ricordi che mi legano a questa famiglia non riguardano solamente la mia infanzia. Ce ne sono altri, due in particolare, importantissimi e raccontati dal libro scritto magistralmente da Turrini. La Panini è stata una famiglia dalle idee sempre innovative. Imprenditori capaci di raccogliere il massimo. Pensiamo per esempio alla pallavolo. Hanno investito, lo hanno fatto per vincere e hanno vinto. Era un periodo, quello, durante il quale era più semplice fare impresa. Ve lo dice uno che si è “inventato” un treno (Italo, ndr) e che si è trovato solamente delle difficoltà. Uno che era pronto ad investire e che invece di tappeti rossi ha trovato ben altro».

Cosa rappresenta Panini per lei?

«Un incontro tra Giuseppe Panini ed Enzo Ferrari. Ero presente e sono stato colpito dai tanti aneddoti che i due si raccontarono. Persone dai ruoli diversi, imprenditori in settori diversissimi, ma allo stesso tempo in grande sintonia. Come dimenticarlo. Devo dire che la famiglia Panini è sempre stata in grado di rendermi orgoglioso. Sì, orgoglioso di essere emiliano. Sono tanti gli imprenditori di riferimento, ovviamente, ma i Panini hanno avuto su di me questo “potere”. Perché? Perché venuti dal niente, perché caparbi e appassionati. Senza dimenticare l’attaccamento al territorio. Quando sono stato presidente degli industriali modenesi loro erano senza dubbio “attori” di primo piano».

Si può quindi dire che la famiglia Panini è stata per lei fonte di ispirazione?

«Certo, furono per me una grande ispirazione. In particolare quando ebbi il compito di rilanciare il marchio Maserati. Partivo da un vecchio capannone, c’erano addirittura le erbacce, ma grazie ai Panini arrivò un grande impulso. Un impulso fondamentale, un tuffo nel passato che mi permise di capire a fondo l’importanza del Tridente e del suo brand. Mi ricordo una visita alla loro collezione di Maserati, un viaggio nella storia che mi diede una grande carica per rilanciare il marchio. Un marchio così importante per Modena e non solo».

A proposito di Modena. Secondo lei, come l’intero territorio riuscirà a respingere, a livello economico, la pandemia?

«A Modena e provincia ci sono una serie di imprenditori, che lavorano sodo ma che preferiscono rimanere nell’ombra. Gli stessi che hanno creato un tessuto economico davvero forte. Imprese famigliari, eccellenze uniche in diversi campi. Il virus ha colpito città e provincia, ma credo che la forza del manifatturiero saprà fare la differenza. Credo che si possa sperare di uscire da questa situazione nel migliore dei modi, sicuramente meglio di altre zone d’Italia. Io mi sento profondamente emiliano. Sono orgoglioso della regione da cui provengo, proprio grazie alla presenza di aziende come la Panini. Eccellenza non unica nella nostra Emilia Romagna. Per motivi di lavoro sono stato a Torino e in Svizzera, negli Stati Uniti e a Roma. Ma mi sono sempre sentito legato a una terra così importante e laboriosa».

La domanda successiva viene da sé. E il Sistema-Paese come uscirà dai mesi del Covid?

«Credo ci sia l’assoluta necessità di concentrarsi su alcune priorità. Sono almeno quattro. Tutte fondamentali per il futuro dell’economia e della società del nostro Paese: sanità, scuola, semplificazione della burocrazia, digitale. Penso agli undici milioni di italiani che non hanno internet, oppure a quanto c’è bisogno di investire nella sanità pubblica o nella scuola. Mai come negli ultimi tempi abbiamo capito che sono le priorità».

Senza dimenticare la tanto cara, in particolare a Montezemolo, ricerca.

«Assolutamente, lo dico da presidente di Telethon, lo dico in un momento come quello che stiamo vivendo. Quante volte mi sono sentito porre delle domande del tipo: “Con tutti i problemi che ci sono in Italia pensiamo alla ricerca?”. Sì, alla ricerca. Mai come ora abbiamo capito, nel caso ce ne fosse stato il bisogno, quanto sia importante per tutti noi. Quindi ripeto: salute, scuola, digitale, burocrazia, ricerca. Da qui si deve per forza ripartire. Serve però una politica meno litigiosa. Si mettano insieme i migliori del Paese. Non parlo di destra o sinistra, ma dei migliori del Paese...».

Dici Montezemolo e pensi alla Ferrari e ai suoi successi. Per tutto questo è fin troppo facile chiudere parlando della “rossa” e di Formula 1. Da Leclerc a Hamilton sino alla vittoria che ora manca (e parecchio) per il Cavallino rampante.

«Sta crescendo sempre di più una generazione interessantissima di giovani piloti. Davvero competitivi, capaci di entusiasmare gli appassionati. Il più forte è però un altro. Tutto sommato anche lui giovane per questo sport, soprattutto se si considerano i tanti successi che ha ottenuto. Parlo di Lewis Hamilton. Credo sia un metro più avanti rispetto ai colleghi. Vedo un campionato deciso molto prima del finale... Cosa spero? Che la Ferrari torni ad essere la Ferrari. Lo spero davvero, con tutto il mio cuore...». —