Campogalliano. Addio a Giuseppe, 35 anni «Mio fratello lascia un vuoto incolmabile»

Campogalliano piange una delle vittime più giovani da inizio pandemia La sorella Manuela: «È morto nel sonno. Avevamo mille progetti» 

Serena Arbizzi

«Mio fratello era anche il mio migliore amico. Avevamo un sacco di progetti, di viaggi da organizzare, nella speranza che questa pandemia finisse presto. E invece se n’è andato a soli 35 anni: non riesco a rassegnarmi all’idea che possa essere scomparso così giovane». Manuela Artioli, a nome anche di mamma e papà, ricorda l’amatissimo fratello Giuseppe, mancato a soli 35 anni.


La famiglia, estremamente unita, vive a Panzano, frazione alle porte di Campogalliano.

«Mio fratello era a casa, in quarantena dal 22 ottobre, in attesa dell’esito del tampone arrivato il 31 - aggiunge Manuela - Poi, improvvisamente, il 15 novembre, dopo oltre venti giorni di isolamento, è mancato. Non sappiamo come possa aver contratto il Covid: sia io sia lui siamo stati molto attenti, sapendo di vivere con i nostri genitori avanti negli anni. E io, mia mamma e mio papà siamo negativi».

Giuseppe non aveva alcuna patologia, «soltanto la pressione alta - spiega la sorella - Non è stato ricoverato perché la febbre gli era passata. Negli ultimi giorni diceva di sentirsi stanco, ma il medico ha risposto che era normale perché il Covid può lasciare spossatezza. Quindi abbiamo considerato fisiologica quella debolezza. Finché quella domenica se n’è andato nel sonno durante la notte. Abbiamo provato a chiamarlo perché non si era svegliato. Poi abbiamo capito che era successo l’irreparabile. Non abbiamo la certezza che sia stato per il Covid o per altre cause: non abbiamo voluto procedere con l’autopsia per non aggiungere dolore ad altro dolore».

Artioli lavorava per una cooperativa sociale: svolgeva mansioni amministrative presso la ceramica Mirage. Era molto conosciuto anche per le altre professioni svolte in passato: era stato buttafuori in più locali di Modena, per anni era stato giocatore di rugby. E a Campogalliano, ma in tutta la provincia e anche nella vicina Rubiera lo ricordano come un ragazzo socievole, pieno di amici, con cui amava condividere il suo tempo.

«Era socievole, simpatico: il vuoto che ci ha lasciato è incolmabile - aggiunge Manuela - Eravamo in quattro in casa, perché io e lui siamo rimasti a vivere qui con i nostri genitori».

Il funerale è stato celebrato con una benedizione a cura del parroco nel giardino dell’abitazione del 35enne, a Panzano. Un rito breve, come imposto dalle norme anticontagio, ma ugualmente molto sentito e partecipato da numerosi conoscenti e amici che hanno voluto abbracciare, con la loro presenza, la famiglia colpita da un lutto così enorme.

«Abitiamo in campagna e, pertanto, abbiamo lo spazio per ospitare più persone, osservando le necessarie norme di distanziamento, previste contro il virus - rimarca la sorella Manuela - Sono venuti in tanti a salutarlo. Lui era circondato da numerosi amici e la sua scomparsa ha gettato nello sconforto molte persone. Era un ragazzo di 35 anni che viveva appieno la sua età. E non riusciamo a realizzare questa perdita. Noi avevamo tantissimi progetti di cui ci piaceva parlare. Era molto di più di un fratello per me e ci piaceva condividere insieme i nostro sogni».

L’intera comunità di Campogalliano piange la scomparsa del 35enne, fra le vittime più giovani dall’inizio del contagio da febbraio. —