Modena. Le visite “fantasma” del sanissimo bidello Denunciato

La Finanza incastra un 44enne assenteista: da settembre a gennaio dieci giornate a casa grazie ad attestati contraffatti

MODENA. Si era presentato proprio di salute cagionevole in quel periodo: dieci giornate d’assenza tra il settembre 2019 e il gennaio successivo, giustificate con la necessità di sottoporsi a visite ed esami al Policlinico, per cui presentava di volta in volta le attestazioni. Che però sono risultate tutte false.

S’è dato un bel daffare un bidello 44enne di una scuola superiore di Modena, che si è conquistato una “medaglia” sul fronte dell’assenteismo da pubblico impiego. Ma adesso la sua intraprendenza gli ha procurato anche una bella denuncia penale per falso e un probabilissimo ulteriore procedimento per danno erariale. A stanarlo sono stati gli uomini del Nucleo polizia economico finanziaria (Pef) della Guardia di Finanza di Modena, comandati dal tenente colonnello Angelo Ancona, in collaborazione con la dirigenza scolastica. Di fronte ad attestazioni su attestazioni di visite al Policlinico a distanza così ravvicinata si è sentito puzza di bruciato, al che i finanzieri ci hanno guardato a fondo nell’ambito delle indagini di polizia giudiziaria affidate dalla Procura.


Innanzitutto sui riscontri: nei database del Policlinico non è risultata erogata nessuna delle prestazioni sanitarie che a cui il bidello certificava di aver avuto accesso, con tanto di numero di matricola degli operatori sanitari coinvolti. Ma si trattava di numeri assolutamente inesistenti, che il 44enne apponeva sulla carta intestata del Policlinico con una certa abilità nella contraffazione. E procedendo con fantasia negli accostamenti: in un caso i finanziari hanno addirittura riscontrato che sulla carta intestata “Policlinico di Modena” vi era apposta l’attestazione di una prestazione effettuata da un centro cardiologico della provincia di Napoli. E chissà fin dove si poteva spingere l’estro di questo bidello, se non fosse stato bloccato per tempo.

Ora si dovrà prendere un buon avvocato per rispondere dell’accusa di “false attestazioni o certificazioni” rese da lavoratore dipendente di una pubblica amministrazione (articolo 55-quinquies del decreto 165/2001), fattispecie che punisce colui che “attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia” con la reclusione da uno a cinque anni ed una multa da 400 a 1.600 euro. L’attività di polizia economico-finanziaria svolta si colloca nel solco degli obiettivi strategici della Guardia di Finanza, tesi a orientare gli sforzi del corpo a ricercare e contrastare il fenomeno dell’assenteismo e delle altre condotte che, violando valori normativi ed etici, incidono negativamente sul buon andamento della pubblica amministrazione.

Ma l’ingegnoso bidello ora rischia grosso anche con la Corte dei Conti: nelle giornate in cui è rimasto a casa infatti ha percepito un pagamento non dovuto dalla pubblica amministrazione. Che sarà chiamato a restituire con tutti gli annessi e connessi. —