Contenuto riservato agli abbonati

Pavullo. Il papà sconfitto dopo 17 giorni di lotta: le scuole mobilitate per i suoi tre bambini

El Hassan El Alami aveva 62 anni e faceva l’operaio a Formigine  Sua moglie è rimasta con i figli senza alcuna forma di sostentamento 

Daniele Montanari

Un papà muore di Covid all’improvviso. E la comunità si mobilita in aiuto alla moglie e ai tre bambini rimasti senza alcuna forma di sostentamento. Il grande cuore dei pavullesi torna a battere forte di fronte a un caso straziante. Martedì si è spento al Policlinico El Hassan El Alami, 62enne di origine marocchina, dopo 17 giorni di lotta contro il coronavirus. È riuscito a devastare il corpo di questo infaticabile genitore che tutti i giorni da Sant’Antonio andava a Formigine, operaio alla Motovario, per portare a casa il necessario al mantenimento della moglie Samira e dei loro tre bambini: un maschio di 11 anni e due femmine di 9 e 7 anni.


«Non aveva nessuna patologia, era nel pieno delle forze» sottolinea senza darsi pace Khalid Ait Ochouad, della comunità islamica di Pavullo: El Hassan era il padre del marito di sua sorella. «Un giorno - racconta - quando è tornato a casa ha cominciato a sentirsi male: all’inizio pensavamo a un’influenza, ma poi le condizioni sono iniziate a peggiorare e il 5 novembre lo abbiamo portato all’ospedale di Pavullo. Gli hanno fatto subito il tampone ed è risultato positivo. In pochissimo tempo la situazione è precipitata, tanto da richiedere il trasferimento al Policlinico: prima in terapia subintensiva e poi in intensiva a causa di una polmonite che è diventata sempre più grave, fino a portarlo al collasso». Martedì si è spento e mercoledì si è proceduto alla sepoltura secondo il rito islamico nell’ala dedicata al cimitero di Ganaceto: «Abbiamo fatto il funerale assieme a quello di quel ragazzo 14enne di Modena: è stato uno strazio doppio».

Poi è iniziato il dopo, la vita senza El Hassan. Samira si è chiusa nel dolore, e con lei i tre bambini, che da allora non sono più tornati a scuola: il più grande alle medie Montecuccoli, le due piccole alla scuola primaria di Sant’Antonio. Scuole dove però hanno subito pensato alla situazione di questa famiglia rimasta senza sostentamento. Samira infatti fa la casalinga e ha ancora qualche difficoltà nella lingua italiana. Le insegnanti e i genitori del Consiglio d’istituto (per le medie) e del Consiglio di circolo della Direzione didattica (per la primaria) si sono subito attivati aprendo un conto postale intestato a Samira Gourrami: IBAN IT55B 36081 05138 246424 446434. Lo stesso giorno sono arrivate le prime donazioni, ognuno con le proprie possibilità.

«È stata un’azione spontanea che ha mostrato ancora una volta la grande sensibilità del territorio - sottolinea Annalisa Mazzetti, preside della Direzione didattica - e sono convinta che non mancherà una risposta generosa. Lo merita la famiglia di quest’uomo che doveva essere veramente speciale: mi ricordo che a primavera, quando distribuimmo i primi pc per permettere ai bambini sprovvisti di seguire la didattica a distanza, venne anche lui. Ma non per chiedere. Aveva tra le mani un vecchio pc e ci disse: “Io non voglio prenderne uno che può servire a un’altra persona, mi aiutereste ad aggiustare questo?”. Glielo sistemammo con i programmi giusti e tornò a casa felicissimo. Faremo di tutto per stare vicino alle bambine».

«Vista la maggiore dimestichezza con la lingua, era il padre a venire qui a scuola, legatissimo al figlio, un ragazzino molto positivo - nota la preside delle medie Rossana Poggioli - al di là di questa bellissima iniziativa di solidarietà, cercheremo in ogni modo di agevolare il suo rientro in classe. Lui e la famiglia hanno bisogno, oltre che del sostegno economico, di quello relazionale. E la scuola farà sicuramente la sua parte». —