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Sassuolo La briglia del Secchia a rischio Corsa per evitare il cedimento

Cantiere d’urgenza da 400mila euro dopo l’ampia erosione dell’acqua La Bonifica progetta l’intervento e la Protezione civile arriva per un sopralluogo

SASSUOLO Nemmeno il tempo di finire con l’intervento sul ponte che collega Sassuolo a Veggia, con gli ultimi interventi ancora in atto, e si è profilato un nuovo allarme che ha scatenato una corsa contro il tempo per mettere in sicurezza l’area, consolidare gli argini e rendere stabile la Traversa San Michele, in prossimità della centrale idroelettrica interrata, che segna il confine tra le province di Reggio Emilia e Modena.

Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, che gestisce l’opera sul fiume Secchia (dall’aprile del 2011 intitolata al seminarista Rolando Rivi, ucciso proprio nelle vicinanze e al centro di un processo di beatificazione che sta procedendo verso la santità) aveva infatti operato migliorie strutturali all’indomani delle ultime piene e il monitoraggio aveva consegnato allo staff tecnico dell’ente, coordinato dagli ingegneri Paola Zanetti e Pietro Torri, un esito inaspettato che, a causa di un imponente cratere creato dall’erosione dei flussi d’acqua, evidenziava la necessità di intervenire al più presto per mettere in sicurezza l’importante infrastruttura.


Il sollecito è stato immediatamente colto dalla Protezione civile regionale e, grazie allo stanziamento di 400mila euro, il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale ha progettato un intervento mirato, volto a proteggere la traversa e al contempo a consolidare l’argine che separa l’alveo principale del fiume dalla cassa limitrofa.

Sul posto è arrivata una delegazione per un sopralluogo composta da Rita Nicolini, direttore responsabile della Protezione civile Emilia-Romagna, dai vertici del Consorzio Emilia Centrale, con il presidente Matteo Catellani e il direttore Domenico Turazza, da Ermanno Mantovani, funzionario del Consorzio di Bonifica Burana e dalle imprese esecutrici Parenti Costruzioni e Ceag.

«Stiamo intervenendo per ultimare la ricostruzione della trave frontale, dello scivolo e della vasca - hanno commentato il presidente Catellani e il direttore Turazza - e al momento gli uomini del Consorzio hanno terminato la parte anteriore, la paratoia di fondo e si apprestano ad intervenire a valle con la ripresa dello scivolo e del fondo vasca grazie all’uso di massi e porfido. Inoltre sulla traversa realizziamo una paratia in cemento armato con sovrastante soletta di collegamento per il contenimento dell’argine stesso».

L’ultimazione dei lavori richiederà ancora qualche giorno e l’auspicio condiviso da tutti è quello di poterli realizzare senza criticità ambientali dovute alle abbondanti precipitazioni che, quest’anno, hanno risparmiato il mese di novembre, solitamente molto più piovoso. Il problema delle piogge abbondanti sulle colline a sud della traversa, negli anni passati (l’ultima volta è avvenuto nel 2017) ha causato disagi e danni prima e dopo la traversa stessa con interventi che non sempre hanno risolto completamente accumuli di tronchi e fango lungo gli argini.

In ogni caso gli interventi dei tecnici del consorzio di bonifica e di quelli della protezione civile servono eccome a tenere sottocchio sia il manufatto che l’area circostante. «La Protezione civile - ha commentato Rita Nicolini - ha aperti circa 300 cantieri su tutto il comprensorio regionale e lo staff tecnico è itinerante per monitorarne l’andamento: questo è uno di quelli la cui importanza strategica è di rilievo per la sicurezza dell’area e per le opere presenti». —