Covid. Ancora undici morti ma contagi in calo «Va un po’ meglio in tutta l’Emilia»

Bonaccini: «Se procede così zona gialla tra una settimana Restrizioni in alcune aree? Spero non ce ne sia bisogno» 

Luca Gardinale

Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, c’è il terzo giorno su quattro con i contagi quasi dimezzati rispetto alla media tremenda delle ultime due settimane. Guardando all’altra parte, invece, c’è che gli ospedali di Modena ospitano un quarto (il 24%) dei ricoverati in terapia intensiva di tutta la Regione, mentre poco meno di un quinto dei tamponi positivi (il 17%) sono concentrati nella nostra provincia, che ha anche il 15% dei decessi di tutta l’Emilia Romagna. Un quadro in chiaroscuro che conferma comunque il lento miglioramento registrato in questi giorni anche nella provincia che da fine ottobre è l’epicentro del contagio in Regione. Anche a Modena, insomma, i numeri relativi all’epidemia di Covid-19 vanno un po’ meglio: ieri sono stati 364 i nuovi contagi registrati, segnando così il terzo giorno su quattro in cui il dato è sceso sotto quota 400. Gran parte dei casi (337, ovvero il 92,5%) hanno comportato l’isolamento domiciliare per i pazienti, mentre le persone ricoverate sono state 27, di cui una in terapia intensiva. Confermato l’aumento dei casi sintomatici sul numero complessivo dei contagi: 223 pazienti (il 61% del totale) hanno fatto il tampone dopo la comparsa dei sintomi. Dal punto di vista della distribuzione territoriale, poco meno di un terzo dei casi (101) riguardano Modena città, seguita da Castelfranco con 23 contagi, Carpi con 20, Formigine e Vignola con 15, Sassuolo e Pavullo con 14 e Castelnuovo con 13. Ma è il numero dei decessi a destare le maggiori preoccupazioni: sono 11 le nuove vittime modenesi del virus, ovvero il 15% dei 71 decessi registrati a livello regionale. Si tratta di un 49enne e un 86enne di Carpi, un 84enne di Soliera, un 67enne e un 88enne di Modena, un 86enne di San Felice, un 89enne di Lama, una 90enne di Modena, una 95enne di Camposanto, una 94enne di Carpi e una 83enne di Concordia. Allargando lo sguardo ai dati regionali, emerge l’abbassamento di età dei decessi: 9 delle 71 vittime del virus in Emilia-Romagna (il 13%) avevano meno di 70 anni, mentre gli under 65 sono 4 (il 5%). Per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva, al momento i pazienti modenesi sono 59, ovvero poco meno di un quarto (24%) dei 245 emiliano-romagnoli ricoverati in quel reparto. La nostra è la provincia con più ricoveri in terapia intensiva, seguita da Bologna (57) e Reggio (34), mentre in tutte le altre province i pazienti gravi sono meno di 20.


Un dato positivo riguarda invece i guariti, il cui numero ieri è tornato a superare quello dei nuovi contagi: sono 508 i modenesi che da ieri si sono lasciati alle spalle il virus, facendo salire a 12.153 il numero complessivo dall’inizio dell’epidemia. Una brutta notizia viene invece da Bologna, dove Sergio Bonazzi, 59enne infermiere del Policlinico Sant’Orsola, è morto a causa del virus.

Nel frattempo, il presidente della Regione Stefano Bonaccini ieri è tornato sulla “zona gialla”: se il calo dei contagi sarà confermato, venerdì prossimo l’Emilia Romagna passerà alla fascia in cui le misure restrittive sono decisamente più blande, con la riapertura di bar e ristoranti e la libera circolazione all’interno della Regione. «Siamo scesi da 1,68 a poco più di 1 come Rt - ha detto il governatore - torneremo zona gialla tra una settimana». Un cambio di colore che potrà avvenire, aggiunge Bonaccini, «se le cose proseguono in questo modo, cioé con riduzione del numero di ricoverati e di contagiati. Le tre settimane sono il tempo in cui il governo decide per il cambio colore». Il presidente ha fatto quindi notare che «sul territorio le cose stanno andando meglio un po’ in tutta la Regione: mi auguro che non ci sia bisogno di restrizioni parziali solo in alcune zone, vorrebbe dire che le cose migliorano davvero». —

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