Pavullo Insaf candidata a miglior donna 2020 A 23 anni è tra le migliori paladine dei diritti

La ragazza di Pavullo inserita nel blasonato elenco del settimanale “Donna”. «Serve una svolta sociale» 

PAVULLO Può diventare la donna dell’anno 2020 e ad appena 23 anni essere un esempio per la Nazione. Eppure, non è ancora una nostra connazionale Insaf Dimassi ha ricevuto la nomination dal settimanale “Donna” de La Repubblica. Rientra infatti tra le “italiane” che meglio rappresentano il nostro Paese nella categoria “Politica-Giustizia-Diritti”. Con una precisazione. «È la rappresentazione vivente della situazione paradossale di tanti “italiani di fatto” - si legge nella scheda - che pur contribuendo alla vita sociale ed economica di questo Paese sono considerati degli estranei».

La 23enne pavullese coglie la candidatura come una sorpresa e un’opportunità. «L’essere accostata a tantissimi nomi di donne meravigliose, che ho sempre stimato profondamente, mi ha reso felice e orgogliosa - commenta - Inoltre, penso che abbia mandato un segnale importante: la lotta per i diritti e l’uguaglianza in Italia non è una questione sottovalutata. I riconoscimenti come questi ci permettono dunque di capire quanto la nostra battaglia sia importante anche per i media italiani».


Media in cui l’educatrice sociale (e dottoressa in Diritto internazionale a Bologna) ha imparato a farsi strada. Merito della lotta per il riconoscimento della cittadinanza ai giovani delle seconde generazioni nel Paese. «Per Ius soli e Ius culturae prima della rivoluzione culturale penso che manchi la volontà - riconosce la 23enne - Spesso s’induce il cambiamento con azioni anche legislative che negli anni porteranno ad accettare una normativa come normalità. In questo caso c’è una mancanza di volontà della classe dirigente. Spesso molti fraintendimenti e molti pregiudizi sono stati creati proprio dalla politica del partito preso e delle battaglie pro e contro a prescindere».

Una battaglia rischia di diventare quella per il lavoro. «Avevo iniziato come cameriera per potermi pagare il master che vorrei frequentare ora che mi sono laureata - riprende Dimassi - e per potermi pagare l’affitto. Tuttavia, io e tante altre persone siamo costrette a rimanere a casa: con le chiusure anticipate al mio titolare, come a tanti altri, è calato drasticamente il lavoro».

La candidata si rivolge dunque al premier Conte. «La gente ci tiene a non prendere il virus e ci tiene alla salute - osserva Dimassi - ma se per la salute le persone devono morire di fame o restare senza casa è un grande problema. Per tutte queste persone, caro Presidente, cosa dobbiamo fare?».

La pavullese domanda risposte per la parità di genere. «Sia che tu sia nel mondo dirigenziale o una cameriera alla fine il tuo ruolo è sempre subordinato al tuo essere donna piuttosto che alle tue capacità - denuncia la ragazza - Essere costantemente giudicate per l’aspetto fisico o essere oggettificate sessualmente è, purtroppo, la norma».

E alle donne ancor più giovani di lei dà alcuni suggerimenti. «Studiate tantissimo per voi stesse - conclude Dimassi - per non cedere alla superficialità e non soffrire chi usa questi beceri strumenti per buttarci giù. La cultura è forza, così come lo è la consapevolezza, e conoscere i nostri diritti, la nostra storia, le nostre potenzialità, avere gli strumenti per tenere sempre alta la testa, è il regalo più grande che possiate fare a voi stesse. E poi amate tanto, voi stesse, chi vi sta accanto e ogni donna che vi circonda. Il mondo può appartenere anche a noi, ma dobbiamo essere unite più che mai per averlo». —