Covid, a Modena incremento record Casi aumentati del 22% in una settimana

Il mese più difficile si chiude con 471 contagi e 7 decessi. Bonaccini: «Negazionisti? Vengano in terapia intensiva»



MODENA. Ancora 471 casi e 7 decessi: anche se il picco dei contagi sembra essere superato - o almeno raggiunto - Modena continua ad avere i dati peggiori della Regione per quanto riguarda l’epidemia di Covid-19. Partendo dalle nuove infezioni, i tamponi positivi registrati ieri in provincia sono 471, ovvero il 23% dei 2.041 contagi avvenuti in Emilia Romagna. In sostanza, una provincia che ospita il 15% dei residenti della Regione ha poco meno di un quarto dei tamponi positivi. Sette, invece, i modenesi deceduti ieri per il virus: si tratta di una 86enne, una 90enne e un 66enne residenti in città, un 81enne di Pavullo, un 87enne di Palagano, un 86enne di Medolla e un 88enne di Soliera.


Numeri che portano il totale dei decessi modenesi dall’inizio dell’epidemia a quota 789, ovvero il 13,7% delle vittime del Covid in Emilia Romagna, che sono 5.753. Tornando ai contagi, la maggior parte di quelli registrati ieri riguardano pazienti asintomaciti, che sono il 72% del totale.

Ma la flessione dei contagi non cancella un mese nero per quanto riguarda la nostra provincia, come confermano i dati sull’Emilia Romagna messi in evidenza dal report settimanale della Fondazione Gimbe. Report in cui Modena, per la quarta settimana di fila, figura nella posizione peggiore nell’incrocio dei quadranti del grafico che analizza l’incidenza del virus su 100mila abitanti nelle ultime due settimane e l’incremento percentuale dei contagi dell’ultima settimana. Per quanto riguarda il numero dei contagi, la nostra provincia è prima davanti a Piacenza, sfiorando i 1.100 casi ogni 100mila abitanti a fronte di una media regionale di 778 casi positivi. Analizzando invece l’incremento percentuale dei contagi nell’ultima settimana (18-24 novembre), se la media in Emilia Romagna è stata del 18,5%, Modena sfiora il 22% di aumento, venendo superata solo da Ravenna. Nell’incrocio dei due indicatori, Modena si trova nella posizione peggiore, e dunque più “pericolosa” per la diffusione del virus, mentre le province con la situazione migliore sono Parma, Ferrara, Forlì-Cesena.

Ma è proprio la situazione generale dell’Emilia Romagna, e in particolare l’indice Rt di poco superiore all’1, che venerdì prossimo, quando scadrà il decreto governativo in vigore, dovrebbe portare la Regione a uscire dalla zona arancione ed entrare in quella gialla - anche se i numeri di ieri, con 2.041 contagi per soli 10.992 tamponi, non sono esattamente quelli attesi in viale Aldo Moro - con restrizioni molto più limitate per i cittadini e gli esercenti.

Un tema affrontato ieri dal governatore Stefano Bonaccini: «Le restrizioni stanno pagando - fa notare il presidente - e le misure hanno avuto effetto, facendo abbassare la curva dei contagi. Ogni settimana, anzi ogni giorno, dobbiamo verificare cosa succede, ma dobbiamo stare attenti perché non abbiamo ancora vinto la sfida». Detto questo, il governatore ricorda che «oggi i numeri dicono che probabilmente al termine di questa settimana potremo tornare zona gialla perché in due settimane è decisamente migliorata la curva dei contagiati e dei ricoverati».

Pensando al vaccino, Bonaccini spiega quindi che «se davvero da gennaio avremo le prime dosi e nei mesi successivi la piattaforma distributiva funzionerà, potremo arrivare alla prossima estate e incominciare a vedere la luce in fondo al tunnel». Il presidente chiude quindi il suo intervento con un messaggio ai negazionisti: «A proposito di tutti quelli che negano perfino l’esistenza del Covid-19 - sostiene Bonaccini - sarebbe utile portarli a vedere i reparti di terapia intensiva, e forse cambierebbero opinione». —