Savignano, morto in casa a 77 anni. Il giallo della colf scomparsa nel nulla

La donna sarebbe stata avvistata dai vicini negli ultimi tempi  Il figlio: «Massima fiducia nei carabinieri. Aspettiamo»

SAVIGNANO. «La fiducia della nostra famiglia è massima. Sappiamo che i carabinieri sono al lavoro e siamo nelle loro mani. Attendiamo novità». Sono le parole di Marco Coppi, figlio di Luciano, per tutti “Bodi”, trovato morto in casa. «Papà stava bene, la buona salute non gli mancava. Non a caso lavorava un terreno agricolo. Gli avevamo detto di riposarsi, di smettere. Ma lui non voleva abbandonare le sue abitudini. Come detto restiamo in attesa di novità».

Una vicenda che si è tinta di giallo, non fosse altro per le diverse voci che in paese, a Savignano, si sono fatte largo. Per esempio ci sarebbe la misteriosa figura di una badante o per meglio dire di una colf. Una donna che, negli ultimissimi tempi, l’agricoltore 77enne avrebbe ingaggiato per qualche pulizia in casa. Un figura scelta all’insaputa dei figli e che i figli stessi non hanno mai visto. Discorso diverso per i vicini che invece avrebbero notato questa nuova presenza.

Della donna, così, si sa poco o nulla. E poi ci sarebbe la porta di casa non chiusa dal catenaccio interno. Una prassi per Luciano che, prima di addormentarsi, era solito mettere in pratica questa ulteriore sicurezza. Una dimenticanza? Un indizio da tenere in considerazione? Quindi il portafoglio sparito, come del resto la fede nuziale. Irreperibile, pare, anche il vetusto cellulare.

Sono dunque tanti i punti interrogativi che riguardano la morte di Luciano Coppi. Il 77enne di Savignano, conosciuto come “Bodi”, scomparso nella sua casa di Via Vecchiati. Si dice anche che qualcuno, magari, potrebbe aver ritrovato il corpo di Luciano prima dei parenti e quindi rubato fede e portafoglio. Domande e supposizioni che troveranno risposta al seguito delle indagini dei carabinieri che sono in corso.

Mentre la Procura di Modena ha deciso di aprire un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. Una procedura, come tengono a specificare proprio dalla Procura, che rappresenta un atto dovuto in questi casi. Soprattutto a seguito dell’autopsia che è stata svolta nei giorni scorsi e che non ha portato alla luce segni di violenza sul corpo di Luciano. Aspetto, questo, che conferma i primi esami corporali effettuati subito dopo il ritrovamento dell’anziano nella sua abitazione. Casa che è ancora sotto sequestro. —