Integrazione, la lezione di Caroline all’Onu

La 27enne originaria di Washington tra i 70 giovani di tutto il mondo selezionati per il Forum su migrazione e sviluppo



Il lavoro come forma di emancipazione per le donne migranti. È la “lezione americana” di Caroline Caporossi. La 27enne modenese tornerà virtualmente negli States. passando dalle Nazioni Unite: è stata infatti selezionata come rappresentante giovanile per il Forum globale su “Migrazione e sviluppo”.


L’evento è promosso dal Gruppo principale per i bambini e gli adolescenti dell’Onu (Unmgcy), l’Organizzazione internazionale per la migrazione (Iom) e il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef). La giovane originaria di Washington (con antenati calabresi) rientra tra i settanta selezionati globali per descrivere il punto di vista dei giovani. È in gara con altri otto concorrenti anche per il premio d’Innovazione e Leadership per la migrazione. Merito dell’Association for the Integration of Women (AIW), l’Associazione per l’Integrazione delle Donne da lei fondata. «Mi sento molto fortunata - commenta la 27enne - e penso che la mia esperienza a Modena, sia lavorativa sia abitativa, abbia avuto molta importanza. Sono arrivata in città senza avere buone conoscenze della lingua, senza conoscere nessuno, senza un lavoro».

Una condizione comune a molte donne che arricchiscono il nostro tessuto sociale. Le prime esperienze durante il lockdown, cucendo mascherine e lavorando in cucina. Nel futuro c’è un progetto per far mettere radici all’associazione. Si chiama “Roots” e sarà all’insegna dell’accoglienza. «Propone un’integrazione a due lati - spiega - si rivolge sia alle nuove arrivate, donne migranti che vogliono lavorare nel settore della ristorazione, sia alle nuove vicine di casa, le appartenenti alla comunità modenese. Ogni giorno dell’anno possono scoprire la bellezza nelle culture attraverso il cibo». Un ruolo centrale nel progetto è occupato da Jessica Rosval, chef canadese di stanza alla Casa Maria Luigia.

«Mi sento molto orgogliosa di tutto il gruppo - evidenzia la fondatrice di AIW - e anche dalla comunità di Modena. Più di 250 persone hanno donato durante il lockdown, chi 5 euro e chi 500. Ringrazio tutti gli uffici che ci hanno supportato dall’inizio. Soprattutto, sono molto orgogliosa di tutte le donne con cui lavoriamo. Sono la testimonianza che con voglia di fare e capacità si può andare avanti». Andare avanti è spesso una conquista in un Paese nel quale “parità di genere” è più un auspicio che una realtà. «Per le nostre donne ci sono tanti ostacoli - prosegue la giovane - a partire dal fatto che devono fare più lavori in casa. L’ineguaglianza delle donne migranti inizia ancor prima dell’ineguaglianza di genere in Italia. Occorre creare strumenti per realizzare una società migliore nel futuro».

Dalla prima settimana di gennaio, Caroline Caporossi potrà studiare gli strumenti al Forum globale. Il 18 gennaio conoscerà anche se sarà lei la premiata per l’Innovazione e la Leadership. Da leader si rivolge alle donne migranti arrivate a Modena: «Il consiglio principale che posso dare è di non perdere il senso dell’autostima - sottolinea - anche se magari una donna si sente di non star bene nel nuovo contesto e non conosce la lingua. La carriera nel posto d’origine non conta più. Bisogna andare avanti con i propri sogni, convinti che ogni persona porta qualcosa di diverso. Ogni persona è sempre un valore aggiunto». —