Modena Vaccino-Covid, si pensa a un grande ambulatorio nel quartiere fieristico

La somministrazione comincerà a fine gennaio, ma l’organizzazione è in corso Ieri altri 12 morti e 395 contagi. Da oggi zona gialla: riaprono bar e ristoranti



Un’altra giornata dove il numero dei positivi continua ad essere stabile, confermando un trend in calo, ma comunque il più alto in regione. E un’altra giornata dove si contano dodici morti. Non ci si può fare l’abitudine, i numeri che raccontano l’ultimo giorno di zona arancione sono freddi tanto quanto il bilancio del virus continua a procedere inesorabile.


Per Modena ieri 395 casi, di cui 377 in isolamento domiciliare, 16 ricoveri e 2 persone in terapia intensiva (il conto totale, però, è di 53 casi più gravi, tre in meno rispetto a ieri).

Il lavoro negli ospedali è al massimo livello, in attesa che si possa cominciare a parlare anche di vaccino. Si aspetta che sia pronto il protocollo per i volontari del vaccino Oxford, ma soprattutto si comincia a pensare a come sarà gennaio, alle porte della più grande campagna vaccinale degli ultimi decenni.

Le dosi arriveranno entro la fine di gennaio e contestualmente inizieranno le somministrazioni. Sì, ma dove?

Ancora segreti i luoghi di stoccaggio, ma in città si sta soprattutto ragionando su dove si potrà approntare il più grande ambulatorio della storia recente che possa ospitare migliaia di cittadini per poterli vaccinare tutti, dosi permettendo, nel più breve tempo possibile.

Ad oggi, la prima scelta è una: il quartiere fieristico. Il ragionamento sui padiglioni di via Virgilio sono già in fase avanzata e corrisponderebbero alla perfezione all’identikit voluto da Roma: luogo facilmente raggiungibile, al centro di un asse viario importante e accessibile a tutti, capienza ben oltre il numero di persone coinvolto quotidianamente dalla campagna, possibilità di parcheggiare senza creare assembramenti (oltre seimila posti auto di cui 700 coperti) e di mantenere tutto isolato (l’area è recintata anche per garantire maggiore sicurezza) rispetto alla vita della città che tutti si augurano possa presto tornare a ritmi più frenetici di quelli attuali.

L’area, 49mila metri in totale, è suddivisa anche in tre padiglioni rispettivamente di circa 7.500, 5.500 e 3.500 metri quadrati, l’ideale per creare percorsi individuali senza intoppi.

Tra i punti di forza c’è anche la vicinanza con gli ospedali, soprattutto Baggiovara: il disciplinare del Ministero, infatti, impone che il luogo di somministrazione sia non lontano dall’area di stoccaggio, che presumibilmente potrebbe essere, almeno in parte, attrezzata nei siti ospedalieri.

Entro Natale, comunque, il quadro logistico dovrà essere composto definitivamente per poter poi passare alla parte più organizzativa già i primi giorni di gennaio, superate le festività.

Così mentre l’Emilia-Romagna si appresta a tornare in zona gialla (da oggi riaprono, fino alle 18, bar e ristoranti e cade il divieto di spostamenti fra comuni) calano i ricoveri in terapia intensiva e negli altri reparti Covid, Nelle ultime 24 ore sono stati 1.964 i nuovi contagi rilevati sulla base di quasi 18.663 tamponi refertati. Circa la metà, 991, sono asintomatici individuati grazie alle attività di screening regionali e contact tracing. Scendono i casi attivi in regione (-427), ma scendono soprattutto i ricoveri: in terapia intensiva ci sono 5 pazienti in meno (per un totale di 243) e negli altri reparti Covid dieci in meno (2.707). Si contano però altre 52 persone morte, quasi tutte over 70, per un totale da inizio epidemia di 6.074 vittime. Secondo il bollettino odierno della Regione l'età media dei nuovi positivi è di 45 anni.

A Modena i morti sono 12 (sei donne – 71,77,78,85,91,96 anni – e sei uomini, rispettivamente di 67,69,80,82,83 e 89 anni) divisi tra la città (quattro casi) e la provincia nei comuni di Novi, Vignola (2), Sassuolo, Carpi (2), Castelvetro e Fiorano.

Intanto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini è tornato a criticare il governo per il decreto per limitare gli spostamenti nelle festività natalizie. «Una strada legittima, ci mancherebbe - ha ribadito nuovamente - ma così non abbiamo potuto né discutere né condividere misure che avranno un impatto rilevante sui cittadini». Alcune di queste, conclude «sono forse le meno comprese, penso all'impossibilità di uscire dai piccoli Comuni». —