Alluvione nel modenese Cinquestelle critici: «Interventi carenti dal 2014 a oggi Manca prevenzione»

I referenti pentastellati criticano la Regione: «Si pensa soltanto a gestire l’emergenza» 

le reazioni

«Già nel 2014 si è rischiato un doppio crollo - attaccano i consiglieri comunali del Movimento Cinquestelle Andrea Giordani, Enrica Manenti e Giovanni Silingardi - Dopo la falla sul Secchia che costò centinaia di milioni di danni e una vita umana, in extremis Aipo pose rimedio, intervenendo sull’argine del Panaro. Una doppia alluvione avrebbe avuto conseguenze nefaste. Dinnanzi a tale rischio, gli interventi risultano carenti». I pentastellati denunciano i ritardi e l’incompletezza dei lavori finora svolti, fornendo anche un dato significativo: «La documentazione scientifica prodotta dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) nel corso del 2018 sul rischio alluvioni indica che nella regione Emilia-Romagna è localizzata la percentuale più alta d’Italia di edifici esposti al rischio alluvione».


Opinioni condivise anche dalla capogruppo pentastellata in Regione Silvia Piccinini: «In Emilia-Romagna da anni ormai manca completamente una seria politica di prevenzione del rischio idrogeologico. Anche per l’alluvione di Nonantola, tutta l’attenzione della Regione si sta concentrando sulla gestione dei danni senza cercare di capire quali siano stati gli errori che hanno prodotto questo ennesimo disastro e che ogni inverno portano il nostro territorio a finire inesorabilmente sott’acqua. Se il Modenese dal 2014 - prosegue - ha subìto ben due alluvioni evidentemente c'è qualcosa che non ha funzionato, non solo nella programmazione degli interventi per cercare di limitare il rischio ma soprattutto nelle politiche che la Regione ha attuato su quel territorio. Se si continua a prevedere spese e investimenti faraonici per costruire strade e spandere cemento, come si sta facendo per esempio con il progetto dell’autostrada regionale Cispadana, alla fine il risultato non può essere diverso da quello che abbiamo visto tutti in questi giorni». Secondo Piccinini poi non è sufficiente la commissione tecnica che Aipo dovrà costituire oppure assicurare ristori alle attività. «Sono annunci», chiosa Piccinini che ritiene la Regione ormai «esperta nel gestire l’emergenza senza però preoccuparsi di attuare politiche realmente efficaci per far sì che nessuno più finisca sott’acqua».

E se il deputato del Pd Piero Fassino chiede che «il Governo accolga subito la richiesta del presidente Bonaccini di proclamare lo stato di emergenza erogando le risorse necessarie a soccorrere famiglie, imprese ed Enti locali», dall’opposizione arrivano durissime critiche dai senatori modenesi della Lega e di Forza Italia, Stefano Corti ed Enrico Aimi, che hanno presentato due interrogazioni al Governo.

«A sei anni dalla alluvione che ha colpito Bastiglia e Bomporto cosa è stato fatto? Quali iniziative ha intrapreso e intende intraprendere il Governo per affrontare la grave situazione di dissesto idrogeologico delle zone colpite dall'alluvione? Quale è lo stato di avanzamento degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico?».

«Erano e sono indispensabili interventi strutturali sul nodo idraulico Secchia-Panaro, è necessaria una seria politica di piano di controllo della fauna selvatica e, per quanto riguarda la montagna, occorre frenare la progressiva desertificazione umana che contribuisce in senso negativo alla mancata manutenzione degli alvei dei fiumi - concludono i senatori Aimi e Corti -. È il momento che il Governo nazionale e regionale, presenti solo durante le campagne elettorali, si assumano le proprie responsabilità per non aver saputo fare quella prevenzione e manutenzione periodica e straordinaria che serviva». —

GIB

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