Appennino modenese La montagna scende in pista unita: flash mob contro lo stop agli impianti

Domenica 13 dicembre alle 10 alle Polle di Riolunato protesta senza precedenti che per una volta unirà tutte le vallate modenesi 

APPENNINO MODENESE Come sulle Alpi, anche in Appennino monta la protesta contro la chiusura degli impianti sciistici, e dà luogo a una mobilitazione senza precedenti. Perché capace di unire tutte le stazioni, al di là della concorrenza. E con esse i paesi e le comunità da una vallata all’altra, al di là di ogni campanilismo.

Come accaduto domenica scorsa a Prali, nella Valle Germanesca vicino a Torino, anche da noi andrà in scena un flash mob di sensibilizzazione: è fissato per questa domenica, che cade proprio nella ricorrenza pre-natalizia di santa Lucia, alle 10 alle Polle, la stazione sciistica di Riolunato. Un luogo con un parcheggio sterminato, e quindi in grado di accogliere anche una fitta partecipazione. Ma sempre nel rispetto del distanziamento: l’iniziativa infatti si svolgerà nella grande spianata di arrivo delle piste, grande per migliaia di persone. È già stata chiesta formale autorizzazione alla Questura: in queste ore verranno messi a punto gli ultimi dettagli organizzativi, ma si tratterà assolutamente di un’azione pacifica, che vedrà i partecipanti in piedi e separati dalle distanze di sicurezza, peraltro in un posto sempre ben ventilato. Ci saranno senz’altro cartelli e interventi, ma più di tutto quel che interessa agli organizzatori è il mostrare unita una montagna sempre storicamente divisa, per una ragione o per l’altra: «Non è mai accaduta una cosa del genere: varrà sicuramente la pena esserci» sottolineano.


Chi è chiamato a raccolta? Innanzitutto i gestori degli impianti, certo, che si trovano in questi giorni di fronte alla beffa di quasi un metro di neve fresca e l’impossibilità aprire le stazioni al turismo legato allo sci alpino da discesa (diverso il caso del fondo: vedi sotto). Ma l’appello è anche a tutta la filiera che ruota attorno allo sci: dai maestri di sci a noleggi e ristoranti, bar, hotel e attività commerciali in genere. Il grido delle partire Iva, insomma.



Aspetto fondamentale, l’iniziativa vuole essere assolutamente apolitica: «Se qualcuno verrà con bandiere o simboli di partito sarà rimandato a casa - sottolineano dall’organizzazione - perché questa è una protesta non contro il governo ma contro alcune delle indicazioni del dpcm Natale che ci sembrano semplicemente assurde. Di fronte a una situazione sanitaria grave, si emanano casomai regole più rigide nella gestione delle attività, limitandone l’accesso. Ma fermare in blocco tutto il turismo legato allo sci alpino non ha senso: lasciano aperti ristoranti e bar ma ci impediscono di avere la clientela necessaria alle attività. Lo capisce chiunque che è un ragionamento che non sta in piedi. È stato fatto con troppa leggerezza, da persone che probabilmente conoscono poco, o non conoscono affatto, la realtà della montagna e di chi la vive».

Il messaggio sul volantino di invito è emblematico: «Il recente dpcm governativo ha messo la montagna in ginocchio: non restiamo in silenzio! Per noi la montagna è vita!». L’iniziativa è candidata ad avere ampio risalto: sono state invitate anche tv nazionali, e di certo farà parlare il fatto di vedere unito attorno a uno scopo tutto il variegato Appennino modenese. Come ogni flash mob che si rispetti, non sarà una cosa lunga: nel giro di mezz’ora dovrebbe essere tutto compiuto. Impegno agile, insomma. E la collocazione in una domenica dove al momento è previsto un bel sole, è senz’altro un altro elemento a favore della partecipazione. —