Appennino modenese Alle Polle di Riolunato in scena la protesta: «Assurdo lo stop agli impianti»

«Noi non facciamo la guerra a nessuno, ma chiediamo attenzione per il nostro territorio. Perché la montagna non deve morire, ma vivere». Queste parole conclusive dell’organizzatore Stefano Marchetti, fotografano bene il senso del flash mob di sensibilizzazione che si è tenuto ieri mattina alle Polle: quasi in 200 nella spianata in fondo alla pista Valcava contro lo stop agli impianti da sci.

«È una situazione disastrosa - ha sottolineato Andrea Formento, presidente di Federfuni - con la neve che c’è e il sole, questa sarebbe stata una giornata di festa. Invece ci troviamo a protestare contro disposizioni governative di cui non capiamo i motivi: avevamo già lavorato duramente per garantire il rispetto delle regole anti-assembramento, non è stato giusto fermarci. Almeno i ristori che ci hanno promesso siano reali, e non una beffa come in primavera: furono calcolati in rapporto non al mese di marzo come si doveva ma su aprile. E così non ci è arrivato quasi niente». Da Frassinoro c’era Leonello Biondini, presidente della società di sci di fondo: «Noi abbiamo potuto aprire in questo weekend - ha ricordato - ma sono qui con voi per solidarietà, sperando che possiate partire presto anche voi con lo sci alpino. Lo sci ai piedi garantisce già il distanziamento, ci vuole buonsenso».


Nessuna bandiera di partito, ma fitta partecipazione da parte del centrodestra: tra i leghisti, il senatore Stefano Corti, la deputata Benedetta Fiorini, i consiglieri regionali Stefano Bargi e Simone Pelloni, e la consigliera provinciale Simona Magnani. Per Fratelli d’Italia, il consigliere regionale Michele Barcaiuolo. «I ristori siano immediati - ha detto Fiorini - e si diano certezze sulla data di apertura del 7 gennaio per programmare le attività». «È il momento di introdurre zone economiche speciali con agevolazioni Iva per le aree montane che hanno impianti sciistici» ha rimarcato Corti. —