Nonantola, volontari da tutta Italia per sconfiggere il fango: «Di casa in casa vogliamo dare un aiuto vero»

Compagnie di amici, mariti e mogli, modenesi e “stranieri” si mettono a disposizione. In prima linea anche alcuni ragazzini di San Prospero 

NONANTOLA. Nonantola chiama e il mondo del volontariato risponde. Ieri, infatti, oltre cento persone provenienti da tutta la provincia, a dire il vero da tutta Italia, si sono riversate nei punti prestabiliti dal Centro Operativo Comunale per dare una mano a pulire e a ripristinare strade e abitazioni. A dirigere le operazioni dei volontari, l’Associazione Nazionale dei Carabinieri e la Consulta del Volontariato, i quali hanno istituito due check-point per dividere in gruppi i volontari e smistarli in base alle richieste d’aiuto pervenute.

Nonantola, volontari da tutta Italia per aiutare gli alluvionati



Così, dalle 9, un po’ alla spicciolata, le prime persone hanno iniziato a radunarsi in piazza Tien An Men e davanti allo spazio Scialla. Due diverse task per i rispettivi coordinamenti. «L’Anc coordinerà le azioni per ripulire strade e marciapiedi dopo il passaggio dei ragni meccanici, impegnati nei giorni scorsi a raccogliere rifiuti e tutto ciò che l’acqua non ha risparmiato - illustra il presidente del distaccamento delle terre del Sorbara, Alessandro Ansaloni - Sono rimasti piccoli detriti e andremo a rimuoverli e pulire».



La Consulta del Volontariato ha invece organizzato i giri nelle abitazioni private. In breve tempo, i primi gruppi partono armati di scopettoni e prodotti per disinfettare. «Qui ci siamo organizzati tra condomini e abbiamo quasi finito. Andate ad aiutare chi è solo» si sente dire la prima delegazione una volta giunta in una delle abitazioni in via Moravia, dove i soffitti delle cantine portano il segno del fango. Il fiume non ha usato clemenza.



Un secondo tentativo, sempre in via Moravia, va invece a buon fine. Entriamo assieme ai volontari in uno degli appartamenti a piano terra. C’è ancora acqua e fango e davanti alle porte, stracci bagnati a tentare una difesa dall’acqua. «Vorrei che mi aiutaste a spazzare fuori il resto dell’acqua e a darmi una mano per togliere il fango rimasto davanti alla portafinestra» sono le parole di Isidra de Paula, rimasta sola a casa. L’abitazione è praticamente spoglia e tutti i vestiti sono chiusi in sacchi di plastica, accanto all’ingresso. Le stanze sono vuote e i muri pregni dell’odore del fiume.

Qui lasciamo Chiara Costetti, arrivata da Modena per dare una mano e tre giovani modenesi: Simone Ferrari, Marco Pavesi Giacomo Rizzi. In effetti, sono tanti i ragazzi arrivati per aiutare. Tra loro c’è Alfredo, 17enne di San Prospero, che ieri ha contribuito ai lavori di pulizia nella farmacia comunale, della quale restano solo i muri sporchi.

«Sono con degli amici. Non siamo potuti venire prima a causa della scuola ma non ci saremmo mai tirati indietro davanti alla richiesta di bisogno di un comune così vicino - afferma con un gran sorriso - Domani torniamo a scuola, ma se ci sarà bisogno torneremo anche il prossimo week end». Nutrito anche il fronte dei meno giovani, tra i quali Eric De Groot e sua moglie, di origini olandesi ma residenti a Redù, sono arrivati armati di scope e palette per dare una mano ai concittadini alluvionati. —