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Ferrari, premio da “pole” ai dipendenti, potrebbe superare i 7 mila euro

In aprile il totale potrebbe superare 7mila euro. Covid e Fia avevano messo a “rischio” il riconoscimento ai 600 della Ges

MARANELLO Nell’anno che più nero non si può per le Rosse in pista, i circa seicento dipendenti della Ges, la Gestione Sportiva della Ferrari hanno “rischiato” di avere il premio di produzione ridotto al minimo. Quello più basso da quando la Ferrari corre in pista e da quando tra azienda e sindacati venne raggiunto un accordo modello per un contratto integrativo.

E invece grazie ad una decisione che si è rivelata “profetica” raggiunta dal vertice dell’azienda del Cavallino e dai sindacati Fim Cisl, Uilm Uil e Fismic pochi giorni prima che l’Italia e tutto il mondo facessero i conti con l’emergenza Covid , anche tutta la Ges riceverà il premio di produzione.

Che mentre per tante altre aziende travolte o messe in difficoltà dal virus, con produzione sospesa o fatturati crollati, significherà ancora cassa integrazione, alla Ferrari vedrà ancora una volta i dipendenti sorridere. «Con 4600 euro di premio produzione già accreditati dall’azienda in tre tranche (gennaio, giugno e ottobre) e con il saldo finale che, come sempre, arriverà ad aprile quando il bilancio sarà definitivo e ufficiale.

Con tutti i numeri, dell’esercizio al loro posto: valore della produzione, Ebitda margine operativo, parametri di qualità.... In un anno horribilis come questo, se fosse stata introdotta la proposta della Fia avanzata nell’ottobre 2019 per dividere i premi di produzione aziendali da quelli delle Gestioni Sportive di tutti i Team di Formula 1, avrebbe significato un netto ridimensionamento anche per i 600 tecnici e meccanici della Rossa che lavorano per la Scuderia. Averlo evitato è qualcosa di cui andare orgogliosi», rivela Alberto Zanetti, segretario provinciale della Uilm.

Già. Tutti i circa 4mila dipendenti Ferrari anche in questo anno tutto da dimenticare fuori e dentro la pista, riceveranno un corposo premio di produzione. Strameritato. Dopo le tre tranche accreditate per un controvalore complessivo di 4600 euro (ovviamente lordi), ne dovrebbero infatti ricevere nel saldo di aprile almeno altri tremila sulla base dei dati del bilancio 2020. Non si arriverà forse agli oltre 8mila del 2019 ma la Ferrari distante in pista dai primi, non lo sarà certo nel dire grazie a tutti i suoi dipendenti.

Eppure il rischio per i 600 della Ges, con la classifica generale del Mondiale Costruttori che alla fine ha visto il Cavallino afferrare a fatica il sesto posto, è stato davvero grosso. Cos’era accaduto? Nell’autunno dello scorso anno, come detto, anche alla Ferrari la Fia propose di adottare come per tutti gli altri tecnici e meccanici membri di Team di Formula 1 premi diversi da quelli degli altri lavoratori della Casa automobilistica.

«In base a parametri come le gare del Mondiale disputate, i chilometri percorsi in pista... - spiega Zanetti - Una serie di voci di riferimento uguali per tutte le Scuderie. Sarebbe stata la prima volta che parte dei dipendenti Ferrari avevano premi con parametri diversi da quelli concordati tra azienda e sindacati. Invece, quando all’orizzonte a gennaio è arrivato il Covid, e la Fia ha iniziato a ripensare il Mondiale riducendo i gran premi, rivoluzionando il calendario, siamo corsi subito ai ripari.

E dopo una riunione in azienda, d’accordo col vertice Ferrari, si è deciso di non adottare il criterio che la Fia avrebbe voluto introdurre e procedere ancora con il contratto integrativo che prevede riconoscimenti uguali a tutti i dipendenti del Cavallino. Il sesto posto finale nella classifica Costruttori era proprio l’ultimo scalino utile per agguantare premi di produzione significativi e come sindacati, quando ci fu il primo incontro nell’autunno dello scorso anno, dove venne presentata questa novità, ricordo bene -sorride Zanetti - che facendo tutti gli scongiuri e toccandoferro dicemmo... “dai portiamo la classifica dei premi agli addetti ai migliori team anche al sesto posto! Non si sa mai”. Fummo previdenti...».

Il resto è cronaca. La Ferrari che stenta in pista e rimedia delusioni. Ma in via Abetone, anche dopo una sospensione forzata della produzione per circa tre mesi dovuta al Covid, le vendite e consegne di Gt non si fermano. Come il lancio dei nuovi modelli. Il marchio è sempre sotto i riflettori e il bilancio nei numeri delle vendite di auto, dei ricavi e della redditività continua nell’up trend.

«Il premio di produzione fa leva su alcuni punti fermi legati al numero delle vendite di auto alle rete e all’Ebitda - prosegue Zanetti - Poi c’è la voce “qualità”, sulla scorta di dati legati al risultato finale dell’uscita della vettura dalla linea di produzione: un piccolo segno sulla carrozzeria, un difetto nella componentistica... Una voce che può incidere di un altro 10% in più nel premio. E non scordiamoci i parametri individuali dei dipendenti con riconoscimenti che, ad esempio, in base alle presenze in azienda, possono singolarmente lievitare di un ulteriore 7%».

Con altri benefit che la Ferrari estende anche ai familiari di ognuno dei suoi quattromila dipendenti. Il 2020 sarà pure stato un anno da dimenticare in pista ma quando si parla di premi e gratificazioni ai propri dipendenti il Cavallino resta in pole position. Avanti anni luce rispetto gli altri. —

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