Modena, la storia: «La nuova edicola è il nostro regalo per Albareto»

Dopo quasi un anno e mezzo, Albareto ha di nuovo un’edicola, e con essa quel punto di vita e di servizio che rappresenta.

MODENA Dopo quasi un anno e mezzo, Albareto ha di nuovo un’edicola, e con essa quel punto di vita e di servizio che rappresenta.

Molto più che un’edicola in realtà, perché oltre ai giornali ci sono articoli di cartoleria, da regalo, per la casa, tabacchi, pile, ricariche telefoniche, giocattoli, pelletteria, bigiotteria e molto altro. Presto sarà attivo anche il collegamento per il pagamento dei bollettini: è già stato avviato l’iter autorizzativo. Un’attività variegata e dunque piuttosto impegnativa da gestire. Al timone ci sono due cinquantenni del posto che hanno deciso di raccogliere la sfida: Alfonso Borghi che è titolare e il cognato Roberto Del Carlo che lo affianca. Hanno entrambi lasciato i loro vecchi lavori (a dire la verità Roberto qualcosa da tecnico informatico lo fa ancora per il momento) decidendo di iniziare una nuova vita. «Lo abbiamo fatto per la comunità - dicono - Albareto è già stato troppo trascurato in questi anni, non si poteva vedere un paese di quasi 2.500 persone senza un’edicola con tutta la gamma di servizi che ci ruotano attorno - notano - importanti per tutti ma in particolare per le persone anziane che magari hanno difficoltà a spostarsi a Mulini Nuovi, Modena città proprio o Bastiglia».


La vecchia edicola-tabaccheria aveva chiuso il 31 luglio 2019 lasciando il centro desolatamente “orfano”. Da allora nessuno si è più fatto avanti per dare un seguito all’attività. Fino all’ottobre scorso, quando i due si sono aggiudicati l’asta per la licenza. Che, una volta assegnata, impone tempi molto stretti per l’apertura. E qui Alfonso e Roberto si sono trovati già davanti il primo imprevisto: il locale della vecchia edicola che era stato loro promesso non si rendeva più disponibile per l’affitto. Così hanno dovuto cercarne un altro e allestirlo con tutto il necessario nel giro di un mese. Lo hanno trovato a un centinaio di metri di lì, al 657 di Strada Albareto, nel cuore della frazione di fronte alla chiesa e di fianco alla scuola d’infanzia parrocchiale: «Ringraziamo ancora la Parrocchia per la disponibilità - sottolineano - è stata fondamentale per non fare arenare il progetto: stava diventando abbastanza difficile trovare un altro locale adatto ad Albareto».


Così si è potuti andare avanti in tempi express permettendo l’apertura il 29 novembre, giorno “fatidico” del ritorno dei giornali ad Albareto. Niente inaugurazione per via del Covid, «ma non appena ci saranno le condizioni, qualcosa per festeggiare lo dobbiamo fare» precisano. La situazione legata all’emergenza sanitaria è stato l’altro scoglio con cui fare i conti: non è certo il periodo migliore questo per avviare un’attività. «Ma non potevamo assolutamente fermarci: Albareto è già stato troppo tempo senza un’edicola - ribadiscono - e poi bisogna guardare avanti sapendo che questo periodo passerà. Adesso facciamo entrare le persone scaglionate e si crea un po’ di attesa fuori, ma abbiamo la fortuna di avere un portico che almeno ripara un po’».


Sì, perché l’altro aspetto è questo: la gente del posto ha accolto la riapertura con grande favore e adesso che sono trascorse due settimane ormai si può dire che il passaggio alla nuova edicola di Albareto è già diventato un’abitudine quotidiana: «Siamo molto soddisfatti dell’afflusso - riportano - la risposta da parte della nostra gente è stata decisamente positiva in termini di numeri e di approccio: sono contenti di venire qui e di aver ritrovato un servizio. A partire dagli anziani, che così hanno trovato un’occasione in più per un giretto a piedi in paese la mattina per prendere il giornale o altre cose di cui ci si può ritrovare sprovvisti all’ultimo momento a casa».


Certo imparare a gestire da un momento all’altro un’edicola-tabaccheria-cartoleria, con tutta la relativa gamma di articoli che ci ruotano attorno, non è cosa di un attimo: «Dei grossi guai però per il momento non ne abbiamo fatti - scherzano - la clientela sembra contenta, e noi speriamo di poter andare avanti così».

Anche a livello di orario l’impegno preso si fa sentire: «Ci si alza alle 5 e si va a casa non prima delle 19.30 e abbiamo deciso di tenere aperto anche la domenica per servire la gente che esce dalla chiesa dopo la messa. Per adesso siamo sempre tutti e due in negozio, perché dobbiamo prenderci la mano, poi vedremo se alternarci in turni. La fatica c’è, indubbiamente, ma poi ci sono anche le persone che ci salutano e ci dicono: “Bravi, voi sì che avete fatto qualcosa per Albareto”. E ci danno una carica enorme». —