Contenuto riservato agli abbonati

Formigine Un colpo di clacson avvia l’inseguimento e i pugni sull’auto «Ho avuto paura»

La 29enne Lara Giovanelli racconta l’episodio nel traffico «Se io fossi stato un uomo, non si sarebbe azzardato»

Stefania Piscitello

formgine. Un inseguimento, partito a Formigine dalla rotonda tra la Coop e Bricofer e andato avanti per un chilometro tra il traffico, fino alla rotonda dell’ex ospedale. A essere presa di mira una ragazza formiginese, Lara Giovanelli, che ancora scossa racconta l’accaduto. La 29enne, dopo aver fatto la spesa, stava uscendo dal parcheggio della Coop: «Prima di immettermi nella rotonda ho lasciato passare le macchine che avevano la precedenza. Una volta avuta la strada libera sono partita, quando questo signore, a bordo di un’auto simil Bmw X1, si è infilato, perché si sa, avendo la macchina più grande è così che funziona…». Istintivamente Giovanelli, racconta di averlo guardato e avere reagito alzando le mani: «Come per dire – spiega – “va bene, passa, non ti fare problemi”».


Scene di ordinaria routine, specie intorno alle 18.30, orario di punta, in cui le auto si riversano sulla strada e qualche battibecco a distanza capita a tutti. Lara, però, non si aspettava quello che sarebbe successo di lì a poco. «Dopo 150 metri – continua – ha inchiodato, mettendo la freccia all’ultimo, e si è infilato nel parcheggio di fianco l’edicola contromano. A quel punto gli ho suonato il clacson, probabilmente sbagliando. Ma volevo dirgli “sei pericoloso”. Insomma, la strada era pienissima».

A quel punto, l’uomo, tra i 35 e i 40 anni, ha avuto uno scatto d’ira e ha iniziato e seguire la giovane, senza che lei se ne accorgesse. Giovanelli, infatti, nel frattempo ha superato un’altra rotonda, il centro, fino ad arrivare alla rotonda dell’ex ospedale di Formigine, fermandosi nuovamente per dare la precedenza. «Ero distratta e a un certo punto ho sentito colpire, dare delle botte al mio finestrino. Insomma, era lui che stava tirando pugni alla mia vettura, offendendomi anche pesantemente. Si è affiancato alla mia destra dove non c’era spazio, a pochi millimetri dal mio sportello, urlava come un demonio».

È ancora incredula Lara, che ammette di avere forse sbagliato nel suonare il clacson, ma di non giustificare una reazione del genere: «Non ho saputo reagire, ho ancora le sue manate sul finestrino. Per fortuna è inverno e il finestrino era chiuso, per un’oretta buona mi sono tremate le mani».

Tra l’altro, la sua ipotesi è che lo scatto d’ira dell’uomo sia partito addirittura prima del clacson: «Penso mi avesse già puntato per seguirmi, si è infilato nel parcheggio proprio per venirmi dietro».

Dopo aver preso a pugni l’auto della ragazza, l’aggressore si è immesso nella rotonda e da lì è tornato indietro. Ora Laura è combattuta: «Non so se denunciare – dice – non sono riuscita a prendere la targa e comunque non vorrei aprire una faida infinita. Però un po’ mi scoccia. Sono convinta che se fossi stata un uomo non sarebbe successo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA