Vignola All’ombra della Rocca appare un monolite

Opere analoghe sono virali in tutto il mondo. C’è chi sogna un messaggio alieno, ma vanno ringraziati alcuni artisti locali

Vignola. Come nel deserto dello Utha negli Stati Uniti e in Romania. Come in California o di recente nelle valli innevate dell’Alto Adige. Ora anche Vignola ha il suo monolite. Un’opera che è diventata virale in tutto il mondo: appare e scompare, stuzzica la curiosità di molti. Vignolesi compresi. Gli stessi che ieri si sono presentati su ponte Muratori, proprio all’ombra della Rocca. I più giovani per un selfie in compagnia di questo prisma triangolare metallico. I più attempati per un commento sulla fattura dell’opera. E anche a Vignola qualcuno ha probabilmente sognato che l’oggetto alto un metro e novanta fosse un regalo degli ufo. Sposando così i racconti più suggestivi che ormai stanno viaggiando per il mondo. Per altri, invece, è scattata la caccia agli autori. Il monolite statunitense, per esempio, è stato creato dal gruppo The Moust Famous Artists 2020. Qui il mirino di tanti è comprensibilmente finito su una “squadra” di artisti locali. Ufo o ingegnosi vignolesi? Difficile dare una risposta precisa...

A parte gli scherzi, l’intuizione è stata certamente azzeccata. Obbiettivo raggiunto al massimo. Il monolite, ispirato a quello del film “2001: Odissea nello spazio”, ha fatto parlare di sé. Lo ha fatto e pure parecchio. Sui social, sui siti internet e nelle televisioni.


Tanto che qualche vignolese ha deciso di confrontarsi con il Comune proprio su questa, curiosa, apparizione notturna.

«In molti ci hanno chiamato per sapere cosa avrebbe fatto il sindaco. Chi divertito, chi curioso e chi un po’ dubbioso». Sono le parole di Emilia Muratori, primo cittadino di Vignola. «Come Amministrazione - precisa - abbiamo verificato che fossero rispettate le norme previste. Con il nostro ufficio tecnico abbiamo controllato che il manufatto di metallo fosse stabilmente fissato al suolo e non presentasse pericoli per l’incolumità pubblica». Norme di sicurezza e di legge rispettate. Muratori, poi, continua: «Non riporta messaggi illegali o immorali, non incita alla violazione, ma sta suscitando grande curiosità. Probabilmente è stato istallato per distogliere, per un attimo, l’attenzione dalla gravità della situazione pandemica. Magari per provare a portare un sorriso con un tocco di mistero e per far viaggiare il nome di Vignola fuori dai nostri confini. Tutte ragioni comprensibili. Ci sono le condizioni perché il manufatto resti installato. Probabilmente i marziani, stupiti dalla bellezza della nostra città, ne canteranno il fascino anche ai venusiani. Si può dire che questo sia marketing territoriale (ride, ndr)».

Interessante, quindi, scoprire che gli “ufo” si siano effettivamente rivolti agli uffici preposti rispettando di conseguenze le norme previste dalla legge. Un buon insegnamento che arriva dallo spazio. —

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