Modena. Favole alla finestra «Saliamo la scala e portiamo la gioia»

Ci sono due strani personaggi, un po' fuori dal tempo, che si aggirano nel cortile della scuola primaria San Giovanni Bosco di Modena in questi giorni. Portano con sé una vecchia e lunga scala a pioli.
Lui è elegantissimo in frac e bombetta nera e lei affascinante, in abito lungo rosso, redingote e capellino adornato con fiori così colorati che sfidano il grigiore dell'inverno. 

 I due sono accompagnati da una musichetta divertente che pare provenire dai loro abiti e di tanto in tanto si fermano in prossimità di qualche finestra della scuola, posizionano la scala e inaspettatamente vi si arrampicano. Così a turno, raggiungono dall'esterno le aule dei bimbi increduli e stupiti, e iniziano a raccontare una favola di Gianni Rodari.

«“Ci sono più posti che strade” dice Martino Testadura, in uno dei racconti che gli attori narrano - illustra Salvatore Sofia, responsabile della comunicazione del Teatro dei Venti - il protagonista di questa “favola al telefono” del grande pedagogo, scrittore, giornalista e partigiano non solo vuole essere il nostro modo per celebrarlo nell’anno del centenario dalla sua nascita, ma ci invita a esplorare nuovi percorsi, a cercare nuove possibilità espressive e di relazione in un momento dove il teatro è stato messo in lockdown totale. Questa iniziativa fa parte del progetto Teatro Aperto - continua Sofia- realizzato con il patrocinio del Comune di Modena e si compone di azioni quotidiane, interventi artistici mirati nel quartiere con le favole al citofono a domicilio, con le favole al telefono o via zoom per gli anziani della casa di riposo e con quelle alla finestra per gli alunni della primaria».

Mantenere una relazione costante con il territorio, proseguire i progetti in ambito sociale, continuare ad essere "artigiani delle relazioni", come più volte di questi tempi ha ricordato il direttore artistico della compagnia cittadina Stefano Tè, è infatti da sempre la filosofia del Teatro dei Venti. Aggiunge Tè: «Il nostro teatro è all'opera per fronteggiare in maniera creativa il momento di grave difficoltà per il settore culturale e fornisce un servizio di vicinanza utile alla comunità. Lo fa ispirandosi al classico di Gianni Rodari, a quel rappresentante di commercio che ogni sera, da una località diversa raccontava alla figlia una storia per darle la buonanotte.

Così tre attori attraversano il quartiere e bussano alle finestre delle aule dei bimbi per raccontare ciascuno una storia, “Il paese senza punta” con Francesca Figini, “La strada che non va in nessun posto”, con Davide Filippi, “Un giovane gambero”, con Oxana Casolari». Le favole durano pochi minuti, ma i bambini rimangono incantati. Hanno ragione, del resto quando è mai capitato di ascoltare racconti da personaggi che si arrampicano addirittura fin sopra le finestre per incontrarli? «Mai prima ad ora- risponde entusiasta la maestra Morena Pederzoli – gli occhi dei bambi parlano da soli dietro alle mascherine. La speranza è che tutte le iniziative che il Teatro dei Venti ci sta regalando non finiscano, ma possano proseguire anche in futuro. Il teatro è necessario nella scuola perché crea relazione, trasmette cultura, stimola emozioni e favorisce un benessere psico-fisico ai bambini anche in questo momento così difficile». In effetti, come sottolineano anche gli attori Davide Filippi e Francesca Figini, «il Teatro Aperto si ispira implicitamente a quella “Grammatica della fantasia”, manuale per inventare storie e dispositivo speciale per uscire dalla routine dell'apprendimento.

Una routine che, tra chiusura dei teatri e sospensione delle attività, rischia di colpire duramente il settore dello spettacolo dal vivo e di conseguenza il nostro lavoro». Conclude a tal proposito Stefano Tè: «Tutti i lavoratori del teatro che sono fermi da febbraio sono completamente dimenticati, ma noi non dimentichiamo il pubblico. Crediamo che in questo periodo sia fondamentale mantenere un rapporto con esso. Il Teatro è chiuso, subisce delle limitazioni, ma può trovare il modo di creare relazioni, senza cercare scorciatoie, senza per forza rifugiarsi in uno schermo. Sui limiti possiamo costruire una poetica, una modalità di racconto e di incontro». Le Favole e il progetto Teatro Aperto proseguono nelle prossime settimane, per info e prenotazioni consultare il sito www.teatrodeiventi.it — RIPRODUZIONE RISERVATA