Modena Non rispondono e fanno scattare un falso allarme

MODENA Si pensava che potesse essere successo loro di tutto: vittime di un malore, di un’aggressione o di chissà quale dinamica che impediva ad entrambi di rispondere al telefono, al campanello e persino ai pugni sulla porta. E invece stavano solo dormendo della grossa.

Modena, salvataggio a lieto fine per due anziani in via Torre



Hanno dato un gran daffare sabato notte due anziani, marito e moglie, che abitano al quarto piano di una palazzina tra via Torre e via Taglio, nel cuore del centro. I parenti in serata avevano provato a telefonare e suonare mille volte, ma niente: nessuna risposta. Allora hanno dato l’allarme che ha portato sul posto polizia di Stato, 118 e vigili del fuoco.

Era mezzanotte e 40: i pompieri hanno riprovato a suonare, a salire su e picchiare alla porta invano. Allora hanno tentato di aprire a forza l’ingresso al quarto piano, con ampio uso di attrezzature e tutto il rumore del caso, con sempre maggior sospetto di una tragedia dato che dall’interno non si sentiva alito di vita. Si sono però dovuti fermare davanti a una porta blindata chiusa con tutte le accortezze. Allora è scattato il piano B: chiamata dell’autoscala, che in quella stretta via ha fatto la sua fatica a passare, e individuazione della finestra.

In cima alla scala, dal pompiere prima di rompere la finestra, verso l’1.30, un ultimo grido. Con esito da film: la moglie che piano piano apre la finestra e gli dice in dialetto: «Ma vueter, s’pol saver s’avliv?». Era a letto col marito e dormendo all’inizio non aveva sentito, poi si era convinta solo all’ultimo che tutto quel baccano fosse per loro. Dai pompieri e gli altri, rimasti senza parole, l’ampia raccomandazione di rispondere prima, un’altra volta. —