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Modena. Stress, insonnia e calo di attenzione: 2020 a “distanza” degli universitari

Un sondaggio svela il malessere degli studenti nell’era Covid La soluzione richiesta? Uno sportello psicologico gratuito

Modena. Perdita di concentrazione. Mancanza di motivazione. Cali sensibili nell’attenzione. Gli studenti Unimore chiedono un supporto psicologico per le lezioni a distanza. Invocano corsi dedicati alla gestione dell’ansia e dello stress. I risultati emergono da una ricerca targata Unione Universitaria (Udu) Modena e Reggio. Il sindacato studentesco ha spedito un questionario via mail agli iscritti dell’ateneo di Modena e Reggio. Alla richiesta hanno risposto 3.160 studenti: circa un iscritto su otto. Appena 287 non hanno riscontrato alcun disturbo dall’introduzione della didattica a distanza a marzo. Ne consegue che il 90,9 per cento ha riscontrato almeno un disturbo. Quasi tre intervistati su quattro denotano una perdita di concentrazione da quando le lezioni non sono più in presenza. Un disturbo riconosciuto da 2.357 studenti. Sono 2.011 coloro che faticano a trovare la giusta motivazione in casa davanti a un computer (il 63,9 per cento del totale). Il 60,4 per cento di chi ha risposto al questionario avverte cali sensibili nell’attenzione. La casella è stata barrata 1.916 volte. Oltre mille studenti (1.013) indicano come la didattica a distanza abbia provocato disturbi nel ciclo del sonno. Disturbi avvertiti così da più di tre studenti su dieci. L’11,2 per cento di coloro che hanno risposto alla ricerca (354 in termini assoluti) denuncia di aver sviluppato disordini alimentari . Nel quesito c’era la possibilità di indicare altri disturbi.

Alcune voci aggiunte sono significative: stanchezza, distacco dal mondo universitario, mancanza di fiducia, solitudine, depressione.


Gli studenti chiedono aiuto. Ben 2.161 dei rispondenti parlerebbe con esperti dei cali d’attenzione durante lo studio. In 1.953 confiderebbero carenze nella motivazione. La lotta allo stress sarebbe un tema d’affrontare per 1.660 giovani Unimore. A seguire, la gestione dell’ansia (1.404 favorevoli) e i problemi di sonno (512).

La soluzione? Per l’89,3 per cento consiste in uno sportello di supporto psicologico. Solo il 10,7 per cento ha risposto che tale soluzione servirebbe “poco”, tutti gli altri molto o abbastanza.

Nelle intenzioni di Udu Modena e Reggio, lo sportello sarebbe uno strumento gratuito, aperto a tutti gli studenti Unimore. La soluzione è indicata nel medio e nel lungo periodo. Nel breve periodo si punta invece all’introduzione di corsi per la gestione dell’ansia e dello stress.

Una novità attesa dall’85,5 per cento degli studenti che hanno risposto al questionario. Per il 46,9 per cento del campione sarebbe “molto” utile, per il 38,6 per cento abbastanza. Il 14,5 per cento ritiene invece “poco” d’aiuto seguire un eventuale corso del genere. Sportello o meno, l’80,1 per cento si rivolgerebbe comunque a esperti dell’Ausl a cadenza settimanale. In questo caso, gli studenti “abbastanza” favorevoli (46,2 per cento) superano i “molto” propensi (34,9 per cento). Il 18,9 per cento è “poco” incline all’idea. La maggioranza assoluta delle risposte è stata indicata dalle studentesse: 2.168, pari al 68,6 per cento del totale. Il 78,8 per cento del campione (2.490) ha tra i 18 e i 23 anni. I 1.181 studenti in sede (37,4 per cento) superano sia i 1.086 fuori sede (34,3 per cento) sia gli 893 pendolari (28,2 per cento).