Formigine, lacrime ed emozioni, gli auguri di Natale tra parenti e anziani separati dalla finestra

Manca il contatto umano ma ieri all’Opera Pia Castiglioni nonni e nipoti, genitori e figli, si sono potuti rivedere a pochi metri 

Formigine, emozioni e sorrisi attraverso i vetri alla struttura protetta

FORMIGINE. È il contatto umano a mancare di più, dopo mesi di pandemia. È stato il contatto umano che ieri si è cercato, ma si è solo potuto sfiorare, all’Opera Pia Castiglioni di Formigine.

Nonni e nipoti, genitori e figli, si sono potuti rivedere a pochi metri di distanza, attraverso le vetrate della Cra, per un saluto “in sicurezza”.

Non c’è stata la solita festa natalizia degli anni scorsi, niente aperitivo, nessun abbraccio: perché il 2020 ha cambiato tutto, e gli anziani, soli nelle strutture da mesi, sono tra le categorie che più hanno sentito il colpo della pandemia. Ed è così che in questi giorni, nelle case residenza per anziani del distretto ceramico si è deciso di organizzare una serie di iniziative per permettere ad ospiti e parenti di salutarsi e scambiarsi gli auguri attraverso le vetrate e le finestre degli edifici. Turni scaglionati, mascherine a coprire parzialmente i volti che non sono riuscite a nascondere l’emozione, immensa, di poter rivedere i propri cari dopo tanto tempo.

Tra i molti in attesa di rivedere la propria mamma Paola Bruno, insieme ai figli. «Mia madre Maria Pia – racconta – è entrata qui ad ottobre. Da allora facciamo videochiamate una volta alla settimana, ma si inizia a sentire la mancanza di un vero e proprio contatto. Anche lei è arrivata al limite, ha voglia di vederci, ci dice che vuole uscire, vuole venire a casa…». E quando finalmente arriva il momento dell’incontro, la gioia della signora Maria Pia, che si avvicina alla finestra accompagnata dagli operatori, esplode sul suo viso: «Ciao amore!», dice con affetto alla nipotina.

E intanto la figlia la guarda commossa: «Come sei elegante, - commenta – stai bene? Cosa mangi a Natale?». Qualche battuta semplice, ma dal sapore diverso perché fatta, finalmente, di persona. Poco distante, la dottoressa Federica Ronchetti, direttore Ausl Modena, distretto di Sassuolo: «È stato un anno duro e faticoso per tutti – dichiara – per noi della sanità e per gli operatori sociosanitari. Abbiamo passato momenti delicati, lavorare in contesti come in una Cra per anziani è stato difficile». Unica salvezza, secondo Ronchetti, il vaccino: «Arriverà nei prossimi giorni, i primi ad essere vaccinati saranno gli operatori sanitari, sociosanitari e gli ospiti delle Cra. Lo dobbiamo fare, perché è la luce in questo 2021».

Della stessa opinione il sindaco di Formigine Maria Costi, che, dopo aver ricordato Filippo Fard, ha lanciato un appello a vaccinarsi: «Per tutelare anziani e bambini». Intanto davanti alle vetrate arrivano altri ospiti, chi sulle proprie gambe, chi sulla sedia a rotelle. Tutti con gli occhi che luccicano.

Visibilmente commossa Marilena Calzolari, arrivata per vedere il suo papà, 82enne, all’Opera Pia Castiglioni dal 2013. «Non lo vedevo di persona da qualche mese - racconta – perché poi con l’aumento dei contagi si è tornato tutto a bloccare. Il personale della struttura ci aiuta tantissimo, sono affettuosi, bravi, ci offrono tanto supporto. Facciamo tante videochiamate grazie anche al loro aiuto. Prima ho visto mio padre e di presenza è tutto diverso, è stato emozionante, sono contenta e abbiamo fatto tutto in sicurezza». Il ricordo, come sottolinea la direttrice della struttura Clelia Cavani, va poi a chi non c’è più: «Ogni anno, il Natale era il momento della festa. Ci mancano tantissimo». —

Stefania Piscitello

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