Carpi. Il Covid è fatale a don Caleffi per anni parroco di Fossoli

Era residente nella casa del Clero dove c’è un focolaio. Guidò anche la comunità di Rovereto

Carpi. Si è spento don Gian Pio Caleffi, amatissimo parroco di Rovereto e di Fossoli, nonché protagonista della ricostruzione dopo il terremoto del Friuli. Don Gian Pio Caleffi è deceduto a causa di complicazioni legate al Covid, all’ospedale Ramazzini. Il religioso aveva contratto il virus qualche settimana fa, alla Casa del clero, dove si è sviluppato un focolaio di una decina di persone, tra sacerdoti e operatori socio sanitari. “Con grande dolore che la Chiesa di Carpi comunica la morte di don Gian Pio Caleffi, avvenuta all’ospedale di Carpi. Don Gian Pio, ospite da alcuni anni presso la Casa del Clero in Seminario, era stato ricoverato nei giorni scorsi per alcune complicanze”, spiega la Diocesi. Don Gian Pio Caleffi era nato a San Giacomo Roncole il 30 marzo 1934 e fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1957 da monsignor Artemio Prati. Diversi gli incarichi ricoperti prima come cappellano e poi come parroco negli ultimi decenni a Rovereto e a Fossoli. Negli anni Settanta è stato responsabile della Caritas. Nell’ultimo periodo, dopo aver lasciato la parrocchia di Fossoli, e fino a che le condizioni di salute lo hanno permesso, è stato rettore della chiesa dell’Adorazione e assistente spirituale delle case protette Il Carpine e Il Quadrifoglio.

Per il suo contributo alla ricostruzione dopo il terremoto del 1976 la frazione di Pignano, nel 2007, volle celebrare insieme a lui i suoi 50 anni di sacerdozio. Un’occasione ulteriore per ringraziare il sacerdote per gli aiuti ricevuti dopo il disastroso sisma. «Certo, il suo impegno dopo il terremoto è stato davvero encomiabile - ricorda don Carlo Truzzi, residente a sua volta alla Casa del clero - don Gian Pio era responsabile della Caritas diocesana a quei tempi. E si attivò immediatamente perché fossero rimosse le macerie, in aiuto alla popolazione. Ogni anno, finché è stato possibile, don Gian Pio e i cittadini di Pignano si sono ritrovati per ricordare il vincolo di fratellanza che si era creato in quell’occasione».


«Abbiamo contratto il Covid in cinque sacerdoti su sei alla Casa del clero - aggiunge don Carlo - Oltre a quattro operatrici socio sanitarie. Qui siamo in isolamento fiduciario, fino all’esito del prossimo tampone di controllo», rassicura il religioso.

La commerciante del centro Silva Cattini conserva un ricordo speciale di don Gian Pio: «Era mio cugino e ha celebrato tutte le ricorrenze di famiglia: dai battesimi ai funerali, purtroppo. Con lui ci si sentiva a nostro agio: quando si ammalarono i miei genitori, andai a parlare con lui. Ed era un buongustaio: conosceva un sacco di ristoranti dove si mangia bene. Per celebrare un anniversario di matrimonio ci offrì una cena in un locale a Este, in provincia di Padova».