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Modena. Poste ancora nel caos Attese di quasi due ore per Tari e pensione «Siamo abbandonati»

Modenesi in fila sotto l’acqua in tutti gli uffici della provincia Aperture a singhiozzo e poco personale le cause principali

In fila. Per ore. Il record, a quanto registrato ieri mattina fuori dagli uffici postali modenesi, dovrebbe essere di un’ora e 40 minuti fuori dall’ufficio postale di Albareto: «Dalle 11.20 alle 13», veda lei. Non vuole lasciare nome e cognome: «Conosco bene l’impiegata che lavora nel nostro ufficio postale di quartiere, è gentilissima. Non voglio che qualcuno possa pensare che sia colpa sua. Lei fa l’impossibile per servire tutti nel minor tempo possibile. Ma vi rendete conto? Qui chi deve organizzare il servizio sono altri, non le persone che poi mettono agli sportelli a prendere gli insulti di chi non ha pazienza». Pazienza ce ne vuole davvero tanta. In effetti un giro davanti agli uffici postali della città merita momenti di riflessione. È così un po’ ovunque, da quando, dopo il lockdown, c’è stata la riapertura a singhiozzo dei servizi che erano stati chiusi.

E se nei giorni “normali” le attese sono comunque vicine all’ora, quando si arriva a fine mese, come a dicembre, con scadenza Tari e ritiro pensione la situazione implode.


Ieri mattina la lunga fila era una costante. Albareto, dove chi è in fila ha anche un pizzico di fortuna perché ci sono i portici - e ieri mattina pioveva parecchio - via Vignolese, Modena Centro e via Mar Mediterraneo. L’immagine era la stessa: decine di persone in attesa, faccia sconsolata: «Siamo fuori al freddo, sotto la pioggia, per accedere ad un ufficio postale che viene aperto solo tre giorni a settimana. E dire che lo sanno che siamo anziani». Già, perché la risposta che in queste settimane le persone si sono sentite dare più spesso è la solita: “se andate a Modena Centro gli operatori sono tanti e gli uffici sono sempre aperti”. L’esatto contrario della logica che dovrebbe spingere un servizio come quello postale a tenere aperti gli uffici di prossimità e dei paesi della provincia al servizio delle persone che faticano di più a muoversi.

A Modena e provincia, per esempio, quaranta uffici postali sono tuttora aperti parzialmente (due-tre giorni la settimana); altri (Fiorano, Formigine, Maranello e Soliera), invece, sono regolarmente aperti al pubblico il mattino, mentre il pomeriggio ricevono solo su appuntamento commerciale.

Il problema, infatti, è soprattutto delle frazioni e dei piccoli comuni, dove quello che un tempo era un riferimento, oggi è diventato una rarità. Appena due mesi fa si erano fatti sentire anche i sindacati: «Non vorremmo che, approfittando della pandemia, l’azienda attuasse un piano non dichiarato di riduzione di personale. Per questo – disse il segretario generale della Slp Cisl Emilia Centrale Francesco Balzano – chiediamo a Poste Italiane di dare risposte chiare ai suoi dipendenti e ai cittadini circa la riapertura di tutti gli uffici». Pochi giorni fa il caso era arrivato in Regione con la consigliera Giulia Pigoni. Ma evidentemente il problema resta ancora irrisolto. —

D.B.

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