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Residenze per anziani, sondaggio tra il personale: «Operatori, corsa al vaccino» 

In attesa della convocazione dell’Ausl, i gestori stanno incontrando il personale «L’adesione sarà alta, qui c’è un grande senso di responsabilità verso gli ospiti»

MODENA Magari per avere certezze è meglio aspettare i fatti, ovvero i documenti e le relative adesioni formali, ma i segnali sono significativi. Per esempio, lo sono le richieste arrivate dal personale dell’Asp Area nord, che preme per velocizzare le pratiche in modo da arrivare a vaccinarsi il prima possibile.

Se in alcune regioni - a partire dal Lazio - sta nascendo il problema delle case di riposo, con percentuali preoccupanti di operatori che non vogliono sottoporsi al vaccino anti-Covid, la situazione nella nostra provincia sembra essere relativamente serena: dai sondaggi informali condotti finora dai gestori dei servizi non sono emerse perplessità in vista della doppia iniezione che gli operatori faranno tra gennaio e febbraio.

Temi di cui per ora si è discusso in riunioni e incontri informali, in attesa della convocazione vera e propria da parte dell’Ausl: «Nei prossimi giorni avremo una serie di incontri formativi con l’Azienda Usl - spiega Massimo Ascari, presidente di Gulliver, cooperativa che tra Modena e Torino gestisce una dozzina di strutture - dedicati proprio alla campagna vaccinale. Per avere certezze bisogna aspettare qualche giorno, ma al momento non mi risultano particolari problemi da parte degli operatori, che sono ben consapevoli di lavorare a stretto contatto con persone fragili. Insomma - chiude Ascari - sono certo che tra i nostri operatori prevarranno il buonsenso e la sensibilità nei confronti degli ospiti delle strutture».

Giornate di riunioni anche a Vignola, dove l’Azienda pubblica di servizi alla persona gestisce la casa residenza per anziani e il centro per disabili “Melograno” di Montese. Una realtà da cento operatori: «Ieri abbiamo incontrato il personale - spiega l’amministratore unico Marco Franchini - e i ritorni sul vaccino sono stati positivi. Ho letto delle preoccupazioni emerse in altri territori e a livello nazionale, ma francamente troverei molto strano se emergessero problemi da parte di chi, come i nostri operatori, conosce bene la situazione delle residenze per anziani. Insomma, posso capire le perplessità delle persone esterne - chiude Franchini - ma non da parte di chi vive tutti i giorni questa realtà, quindi sono certo che l’adesione sarà molto alta». Situazione simile anche all’Asp Area nord, che gestisce tre residenze per anziani, oltre ai servizi domiciliari e ai centri diurni, per un totale di trecento operatori: «Al momento non abbiamo convocazioni ufficiali dall’Ausl - fa sapere la direttrice Roberta Gatti - ma abbiamo fatto un sondaggio informale dal quale risulta che l’adesione c’è. Un’adesione confermata anche dalle domande di diversi operatori, che ci hanno chiesto se abbiamo già i moduli per dare il consenso: insomma - chiude la dottoressa Gatti - entro fine settimana sarà tutto più chiaro, ma confidiamo che l’adesione sia molto elevata». E a proposito di case di riposo, un aiuto per la difficile situazione del personale arriverà dall’Esercito: domani alla Cra Cisa di Mirandola arriveranno due infermieri dell’Aeronautica militare (di Cesena e Viterbo) che resteranno fino a fine emergenza, mentre altri due sono stati assegnati alle strutture di Castelfranco. —

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