Alluvione di Nonantola. Bonaccini incalza: «Le lungaggini non sono tollerate»

«Le risorse sono arrivate, ma ora bisogna realizzare Per i ristori pensiamo al metodo “Bastiglia-Bomporto”»

«Finanziare non basta, bisogna realizzare. Non tollererò lungaggini» taglia corto il presidente Stefano Bonaccini, nominato commissario per l’emergenza, mentre osserva le casse d’espansione del Panaro a Sant’Anna. Lo ha fatto ieri, alla presenza del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e del capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli.

«Abbiamo già finanziato opere di messa in sicurezza degli argini per 40 milioni di euro. Ora è necessario che i lavori per i quali questa cifra è stata stanziata siano portati a compimento. Motivo per cui disporremo anche organi di controllo che avranno il compito di monitorare la celerità con cui queste migliorie giungeranno a termine». Stefano Bonaccini esige fretta, e nelle prossime settimane, probabilmente già entro la fine di gennaio, prevede di poter mettere nero su bianco i motivi del cedimento dell’argine nel tratto di Panaro tra i territori di Castelfranco e Nonantola. Oltre a ciò che è già stato finanziato, il presidente di Regione è a chiedere un ulteriore sforzo al Governo. «Tutti i lavori sul nodo idraulico modenese avranno bisogno di interventi di messa in sicurezza per circa 115 milioni di euro. Il totale dei lavori, tra quelli già finanziati e quelli in attesa di finanziamento, dovrebbe raggiungere la somma di diverse centinaia di milioni di euro. Fondi che noi chiediamo vengano compresi all’interno del Recovery Fund - e aggiunge - grazie al riconoscimento dello stato d’emergenza, lo Stato ci ha già permesso di sostenere i primi interventi emergenziali, mettendoci a disposizione quasi 18 milioni di euro. Ma ora c’è bisogno di ristorare sui danni pubblici e parallelamente sulle imprese e sui privati».


Bonaccini specifica, inoltre, che la giunta emiliano-romagnola intende riproporre al Ministero e alla Protezione civile il progetto già attivato a Bastiglia a seguito dell’alluvione del 2014. Tutti questi territori del modenese, oltre a fenomeni piovosi eccezionali, hanno come comune denominatore il terremoto del 2012. «Oltre a ciò che è già stato finanziato, a gennaio affideremo ad Aipo lavori per altre diverse decine di milioni di euro. Anche in questo caso pretendiamo un cronoprogramma veloce. Tutti questi interventi, compresi quelli discussi oggi (ieri, ndr), arriveranno a compimento nei prossimi anni e intendono dare sicurezza ai territori di Modena». —

E.P.

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