Modena Chiude il forno San Barnaba «Riposo dopo 48 anni di fatica»

MODENA Pane di ogni genere e per gli amanti delle “chicche” che ogni negoziante ha nel suo bancone anche una rarità: le frittelle di mele. Ecco che come si può dipingere in sintesi il forno San Barnaba, istituzione di via Ruggera che oggi chiuderà definitivamente i battenti.

«Nessuno si è ancora fatto avanti - racconta Regina Amabile, che del suo negozio è la regina da quasi 50 anni - ma contiamo di poter lasciare questa bottega storica a chi ha voglia di rimboccarsi le maniche».


Dal 1971 a Modena, tra il 1972 e il 1973 l’ingresso nel forno esattamente dove lo si trova ancora oggi: «Qui c’è sempre stata la rivendita, dietro i forni, il laboratorio e la pasticceria». Negli anni è diventato un punto di riferimento per i tanti modenesi che volevano assaggiare buon pane e anche alcune ricette della cucina, non sempre emiliane: «Oggi non le ho fatte - racconta Regina - ma le mie polpette sono sempre andate a ruba. La bottega del pane era qui già prima di noi, noi - si riferisce al marito, Pasquale Salzano, fornaio di professione fin da quando era bambino - l’abbiamo personalizzata mettendoci del nostro».

E così, accanto al pane tradizionale, diverse tipologie di gnocco e stria e sui dolci ci si tolgono altre soddisfazioni: «Oggi ho fatto i tortelli, sono freschissimi». Gli ultimi dopo 48 anni di onorato servizio, in attesa che qualcuno possa interessarsi ad un angolo storico di Modena: «Non siamo stanchi dei clienti, quelli ci mancheranno sempre e tanti in questi giorni ci stanno dicendo, emozionati, che mancheremo a loro. Siamo stanchi perché oggi avere una attività di questo tipo costa sacrifici, e noi li facciamo da una vita».

Prepara un sacchetto di pane, un baffo e due panini comuni, poi riprende: «Sapete quanti giovani ci hanno chiesto di poter rilevare l’attività? Tanti, certo, ma tutti si sono poi dileguati velocemente quando hanno capito che cosa significa portare avanti un forno, 365 giorni l’anno». Si lavora di notte, si lavora duro, si fa fatica e i giorni di libertà non sono tanti: «Già, questa è la verità. Si spaventano davanti all’impegno. Ma io e mio marito siamo felici di averlo fatto e di aver visto Modena in questi anni, tante facce che anche oggi mi salutano e io fatico a ricordarmi dal gran che sono passati anni». —

D.B.

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