Contenuto riservato agli abbonati

Wilfred Gallardo, l’uomo invisibile nato a Modena ma senza cittadinanza

La mamma era arrivata dall’Honduras incinta. E ora il ragazzo combatte anche una malattia

MODENA. Ha un nome e un cognome, una data di nascita e, soprattutto, un luogo di nascita: Modena. Eppure, Wilfred Gallardo, nato il 16 settembre 1988 è un invisibile, quasi un fantasma. Non riesce ad ottenere la cittadinanza e, da quando ha compiuto i 18 anni, non ha più documenti, niente che attesti la sua esistenza. «Mia madre – racconta – è arrivata dall’Honduras che era incinta. Non conosceva le leggi e non mi ha subito registrato». Fino al raggiungimento della maggiore età, Gallardo ha il permesso di soggiorno, frequenta la scuola, dalle elementari Leopardi fino al Venturi alle superiori. Compiuti i 18 anni, l’amara sorpresa: non idoneo ad ottenere la cittadinanza.

Perché? «Mi è stato detto che ne avevo perso il diritto perché occorre essere residente ininterrottamente dalla nascita fino a 18 anni e un giorno, ma io la residenza ce l’ho a partire da quando ho compiuto un anno perché, come detto, mia madre non mi ha registrato subito. Ma io ero qui».


Wilfred ha anche le prove: «Ho fatto, come tutti i bambini, le vaccinazioni del primo anno d’età. La questura pensa che io sia stato fuori dall’Italia quell’anno». Il 32enne, vive una vita a metà: non avendo nessun documento non può viaggiare, salire su una nave, prendere un aereo. Non può lavorare regolarmente. «Ho sempre fatto dei lavoretti in nero – racconta – dal muratore, all’imbianchino, al lattoniere. Per un periodo ho fatto anche il ballerino». E proprio quest’ultimo lavoro, Gallardo, lo ha dovuto abbandonare a causa di un’ulteriore sfida che la vita gli ha messo davanti, resa ancora più complessa dalla sua attuale situazione: la diagnosi di sclerosi multipla, arrivata cinque anni fa. Wilfred avrebbe bisogno di effettuare visite, analisi, tac, risonanze magnetiche, sottoporsi a terapie, per tenere sotto controllo l’avanzamento della malattia: ma non ha neppure un tesserino sanitario.

«Nella mia situazione, se stai male puoi andare in pronto soccorso, ma se ti ricoverano ti fanno pagare. Mi è successo, sono stato ricoverato e poi mi hanno dimesso chiedendomi di firmare dei fogli. Io mi sono rifiutato, non volevo assumermi alcuna responsabilità. Non ho pagato, il ricovero ha costi altissimi che non posso permettermi».

Sono quasi dieci anni che Gallardo lotta per ottenere la cittadinanza e il suo caso adesso è arrivato anche a Striscia la Notizia. «Tramite alcuni contatti ho chiesto un appuntamento col sindaco di Modena ma era impegnato e non poteva ricevermi. Mi sono rivolto a qualsiasi ente pubblico, la questura, il Comune, la prefettura, non si è mai smosso nulla».

Il giovane ha anche un passaporto dell’Honduras di quando era piccolo, ormai scaduto: «Dalla questura mi dicono che mi potrebbero aiutare se lo avessi rinnovato». Ma c’è un problema: «Mia madre non mi ha registrato neppure lì, io in Honduras non esisto, parlo con la mia ambasciata e mi dicono che non sanno chi sono». Se il passaporto venisse rinnovato, Wilfred potrebbe ottenere un permesso di soggiorno per poi richiedere la cittadinanza. «Intanto – conclude – ho fatto richiesta di asilo politico tramite la commissione territoriale di Bologna. Se accettano, con l’avvocato si potrà fare richiesta di apolidia per poi arrivare alla cittadinanza». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA