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Tassa sui rifiuti, Modena e distretto ceramico le aree più care. Meglio l’Appennino

Lo studio Lapam sul costo di gestione e smaltimento «Sistema-giungla: uniformare i regolamenti comunali»

MODENA Per chi ha un negozio, l’ideale sarebbe trasferirsi a... Riolunato, ma va benissimo anche Fiumalbo. Stesso discorso per i gestori di un bar: l’alto Appennino è decisamente il luogo ideale. La musica non cambia per le attività artigianali di beni e servizi: il top sono Riolunato e Fiumalbo, ma in questo caso si può scendere fino a Fiorano.

Paese che vai, Tari che trovi, perché parlando della tassa sui rifiuti, tra i 47 comuni del Modenese ci sono differenze davvero notevoli. Lo sa bene l’associazione Lapam Confartigianato, che proprio per fare luce sul complesso mondo della Tari ha condotto un’approfondita indagine sul servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

L’Ufficio studi Lapam, con la collaborazione di tutte le sedi sul territorio, ha così analizzato la situazione della Tari e della Tarip (la tariffa puntuale) sul territorio provinciale. Una situazione che vede 27 comuni applicare la Tari, mentre gli altri 20 utilizzano la tariffa puntuale.

Quattro le situazioni evidenziate da Lapam: da una parte ci sono i comuni che utilizzano la tariffa puntuale “pura”, ovvero rapportata al quantitativo di rifiuti prodotto, in particolare nell’Area Nord, mentre dall’altra c’è la tariffa puntuale legata a coefficienti differenziati per attività, come nelle Terre dei Castelli e a Castelfranco. Un’altra situazione è quella della tassa Tari con tariffe mediamente più alte, ma con forti agevolazioni per i comportamenti virtuosi (ad esempio a Modena o nel Distretto ceramico), per chiudere con la Tari “pura”, con tariffe più basse ma meno agevolazioni, come in alcuni comuni montani.

Una realtà piuttosto complessa, con una giungla di tariffe e sconti decisamente poco uniforme: «E’ difficile fornire un quadro complessivo - commenta Lapam - a causa delle agevolazioni previste in diversi comuni e della differenza tra tassa e tariffa. Di certo la tariffa puntuale va nella direzione giusta, pur con la necessità di alcuni correttivi per evitare di penalizzare eccessivamente alcune tipologie di imprese. Al tempo stesso, però, la cosa più importante è fare chiarezza sul meccanismo di riduzioni e agevolazioni per capire anche come siano accessibili per le imprese e iniziare un confronto serio con le amministrazioni e proporre un processo di uniformazione dei regolamenti comunali».

Passando ai numeri, per i 23 comuni che applicano la Tari le attività artigianali di beni e servizi vedono la tassa oscillare tra 0,86 e 5,08 euro al metro quadro. Si passa così dalle tariffe più basse di Riolunato, Fiumalbo e Fiorano a quelle più alte di Serramazzoni, Formigine e Maranello (anche se questi comuni hanno più agevolazioni per i comportamenti virtuosi). Venendo a carrozzerie e autofficine, si va da 1,74 euro di Riolunato (e poco oltre per Fiumalbo e Montese) ai 6 di Sassuolo (seguito a poca distanza da Maranello e Formigine), ma anche in questo caso il coefficiente di abbattimento è molto maggiore nei comuni del Distretto ceramico rispetto a quelli montani. Un negozio arriva a pagare di più a Sassuolo e Serramazzoni (fino a 6,34 euro al metro quadro) rispetto ai 2 euro circa dei “soliti” Riolunato e Fiumalbo, a cui si aggiunge Zocca.

E i bar? A pagare di più sono i gestori di Formigine e Modena, dove si oscilla tra 17 e 19 euro, per scendere a 4 euro nei comuni dell’alto Appennino, anche qui però con agevolazioni molto importanti nei comuni che hanno la Tari più alta, che possono arrivare ad abbattere questa cifra in modo molto significativo.

Per quanto riguarda le agevolazioni, ci sono riduzioni che riguardano l’abbattimento della superficie imponibile: a Sassuolo si arriva al 45% per le attività artigianali e fino al 70% per le attività dell’agroalimentare, mentre in montagna si arriva al 40% a Fanano e Lama per le attività artigiane e al 50% a Fanano per i caseifici. Esiste inoltre la riduzione della quota variabile (con un -50% nel Distretto ceramico e cali fino all’80% a Pavullo e Fanano), così come la promozione di comportamenti virtuosi, con Modena che arriva a scontare fino all’80% per attività come il conferimento autonomo dei rifiuti a soggetti diversi dal gestore pubblico. —

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