Maranello. La donna a cui l'ex compagno ha sparato: «Io e i miei figli da proteggere. Sono pronta a lasciare l’Italia»

Le parole della 33enne colpita da un proiettile alla testa: «Lui va ai domiciliari. Ha contattato uno dei miei ragazzi tramite un ex detenuto»

MARANELLO. Sta bene, e questa è sicuramente un’ottima notizia, la 33enne a cui l’ex compagno ha sparato un colpo di pistola alla testa. Il fatto risale alla mattina del 16 novembre scorso in un appartamento vicino al centro di Maranello. L’uomo, Giuseppe Micillo, è accusato di tentato omicidio e sarà sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Una disposizione che ha lasciato senza parole la donna, madre di cinque figli. Prima, però, le già citate condizioni di salute: «Sto bene, la convalescenza procede. Dovrò essere sottoposta ad una Tac e ad un controllo della vista. A Baggiovara mi stanno seguendo nel migliore dei modi, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutto il personale dell’ospedale».

Si diceva degli arresti domiciliari che attendono l’ex compagno della donna: «Non ci sto, non capisco questa scelta e soprattutto non mi sento sicura. Lo stesso vale per i miei figli, per le tre bambine che sono anche figlie sue. Sono pronta, prontissima, a lasciare l’Italia nel caso non ci fossero adeguate tutele per me e soprattutto per i ragazzi. Pensate che è arrivato fino a contattare mio figlio maggiore tramite un ex detenuto, una persona conosciuta in carcere. Gli ha dato il numero del telefonino e questo individuo ha chiamato il ragazzo. Capite che così non si può andare avanti. Per questo dico che non ci sto».


La 33enne torna poi a quella drammatica mattina: «Non è vero che avevamo litigato. Mi aveva regalato delle rose, una di queste bianche. E con una rosa bianca solitamente si omaggiano i defunti. Quindi gli ho chiesto: “Mi vuoi morta?”. Lui, invece, mi ha domandato: “Restiamo insieme sì o no?”. Io ho risposto “no” e tutto è iniziato. Non ho visto la pistola, non ho nemmeno capito che mi stava sparando. Ho sentito solo un forte colpo, una parte del mio corpo “addormentata”, l’orecchio che fischiava e la vista appannata. Sono caduta e lui era lì. Non se n’è andato subito, è rimasto lì. Veniva ancora verso di me. Poi, quando sono rimasta sola, sono riuscita in un qualche modo a scendere le scale. Una volta fuori dal palazzo sono entrata in un negozio e da lì ho chiamato i soccorsi. Prima, però, ho detto che volevo telefonare alla scuola dei ragazzi».

Dopo il racconto di quanto accaduto il 16 novembre, la mamma maranellese guarda al futuro: «Lavoro in una bellissima azienda, l’impiego è ottimo. Le colleghe, poi, sono straordinarie e mi stanno aiutando. I miei figli sono seguiti, ognuno ha il suo carattere. Faticano a capire quanto accaduto. Il mio ex compagno si è sempre comportato come si deve con loro, questo va detto. Fatto sta che continuo a vivere con la paura per me e per i ragazzi. Così non può andare, l’autorizzazione per i domiciliari mi ha sorpresa. Come dicevo sono pronta a cambiare vita, completamente. Lo farei per il bene dei miei figli in primis». —