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Modena. Il Covid le strappa entrambi i genitori. La madre muore 24 ore dopo il padre

Giancarlo Iulli si è spento il 29, la moglie Luciana Marastoni il 30. Lo strazio della figlia: «Malattia inesorabile e terribile»

Modena. A distanza di 24 ora ha perso prima il padre Giancarlo e poi la madre Luciana. Pensare che era venuta apposta da Livorno per trascorrere assieme a loro, con un po’ di serenità, il periodo delle feste. E invece li ha visti morire nel giro di un giorno (il 29 dicembre lui, il 30 lei), senza poter essere lì con loro. E non sa ancora se potrà almeno assistere al loro funerale.

Lascia senza parole quello che si è trovata a vivere in queste ore Chiara Iulli, podista modenese cresciuta alla Fratellanza (con Gianni Ferraguti) e poi trasferita a Livorno per amore (il marito Andrea Albieri è allenatore della Libertas Unicusano), dove oggi è vicepresidente della società “Sdc-Sempre di corsa”, riferimento per podisti di ogni età. Era rientrata a Modena l’8 dicembre preoccupata per suo papà: Giancarlo Iulli, 87 anni, molto conosciuto in città per essere stato per una vita capo cassiere alla sede centrale Bper di via San Carlo (lì dal bar Molinari). Ma anche per l’hobby dell’archeologia che a metà degli anni ’60 lo aveva portato a rinvenire tra il terreno proveniente dagli scavi per il nuovo cinema Capitol un letto romano subito destinato al Museo archeologico di Sant’Agostino, per la gioia dell’allora direttore Benedetto Benedetti.


Da un po’ di giorni Giancarlo non stava bene, e visto che il malessere non passava, la figlia si è allarmata: «Non ho neanche avuto il tempo di arrivare a casa che lo stesso giorno si è dovuto portarlo subito al Policlinico per un’emorragia cerebrale - spiega - ma che sembrava contenuta negli effetti, e le prime indicazioni erano confortanti. In ospedale gli hanno fatto subito il tampone e hanno scoperto che era anche positivo al Covid. Ma asintomatico, e dunque c’erano speranze anche per questo. Poi dal 23 il virus l’ha invece segnato sempre più pesantemente: si è scatenata una polmonite e l’ha condotto alla crisi respiratoria che il 29 l’ha portato alla morte».

Mentre lui viveva questo dramma, è iniziato in parallelo quello della moglie Luciana Marastoni, 84 anni, anche lei volto noto in città per una vita di lavoro alla filiale delle Poste di via Emilia centro. «Conduceva una vita normalissima, ancora autonoma in tutto tanto da andare lei a fare la spesa - nota Chiara - poi dopo il ricovero di papà ha cominciato ad avere un po’ di tosse e febbre. Ho pensato subito al Covid, e infatti è risultata positiva anche lei ed è stata ricoverata l’11. Respirava abbastanza bene subito, anche per lei all’inizio la situazione non sembrava grave. Poi si è sviluppata la polmonite ed è peggiorata ogni giorno inesorabilmente, fino ad arrivare a spegnersi il 30, il giorno dopo il papà. Ogni giorno chiedeva delle sue condizioni, perché erano legatissimi. Anche se ricoverati nello stesso ospedale infatti erano in reparti diversi, e non si sono potuti vedere mentre lottavano contro la stessa malattia, che li avrebbe portati alla morte. Non riesco ancora a credere che sia successo tutto questo».

Pensare che il mese era iniziato anche qui, come in tante famiglie, con i pensieri di riunione natalizia: «Parlavamo delle limitazioni agli spostamenti, c’era paura di non riuscirsi a incontrare - racconta Chiara - la mamma mi diceva: “Vedrai che quest’anno a Natale non ci si riesce a vedere”. E io le ho risposto: “Ma no mamma, al massimo vengo un po’ prima, ma riusciamo a ritrovarci di sicuro”. Non ho fatto neanche in tempo ad arrivare, che si è scatenato tutto».

In mezzo a questo dramma, una sentita parola di ringraziamento per chi ha cercato di fare forza, per quanto possibile: «È più che doveroso un ringraziamento ai medici che hanno seguito i miei genitori, per la delicatezza straordinaria che hanno avuto. Non sono stati gentili, sono stati adorabili: ogni giorno mi chiamavano per dirmi come andavano le cose e se c’era qualsiasi cambiamento, invitando comunque a sperare. L’hanno fatto anche il giorno di Natale. Poi le due telefonate che non avrebbero mai voluto fare, per comunicarmi la morte del papà, e subito dopo della mamma. È stata dura anche per loro: non se ne parla mai, ma anche i medici rimangono segnati da certe storie».

Giancarlo e Luciana verranno salutati assieme: lunedì alle 11 il doppio funerale a Terracielo. Ma la figlia, in regime di quarantena, non sa ancora se le verrà dato il permesso speciale per assistervi: «Confido in un gesto di sensibilità - dice con la voce rotta dall’emozione - non ho potuto vedere i miei genitori durante la loro lotta, sarebbe terribile non riuscire neanche a dire loro addio dopo una vita insieme». —