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Vignola. Addio al notaio Cariani uomo della Fondazione e cultore dell’arte

Si è spento a 78 anni il conosciuto professionista che aveva curato anche il testamento di Pavarotti

Vignola. Se n’è andato con un ultimo colpo di scure il 2020 vignolese, portando con sé il notaio 78enne, Giorgio Cariani. Scomparso il 31 dicembre, lascia un vuoto nelle numerose realtà alle quali ha dedicato impegno. Prima fra tutte la Fondazione di Vignola, guidata dal notaio dal 1994 al 2005. Già nei suoi primi passi da presidente, Cariani aveva impresso nelle iniziative l’amore per la cultura, riconoscendole il ruolo di lascito fondamentale per le generazioni future, curando anche diverse mostre di portata internazionale. Tornato recentemente a fare parte del Comitato di gestione dell’ente, aveva donato alla comunità la sua esperienza e l’interesse per l’arte.

«Giorgio Cariani è stato un punto di riferimento per la Fondazione, in un momento particolarmente delicato di trasformazione – commenta il presidente, Carmen Vandelli, al fianco della quale Cariani ha perseguito in questi ultimi mesi un progetto di riqualificazione della Rocca – A caratterizzare il suo operato è stata una qualità umana, oltre che professionale, contraddistinta da lungimiranza ed equilibrio».


A ricordarne il valore, anche il sindaco Emilia Muratori: «Con la scomparsa del dottor Cariani la comunità perde un importante riferimento professionale, culturale e umano».

Divenuto notaio il 12 aprile 1973, fu protagonista di una brillante carriera. Tanto da ricoprire, dal 1992 al 1998, la carica di consigliere della Cassa nazionale del notariato e poi, dal 2006 al 2013, quella di presidente del Consiglio notarile di Modena. «Con Giorgio Cariani se ne va un pezzo di Notariato autentico, lasciando un vuoto incolmabile in tutti coloro che lo hanno conosciuto, e anche in chi ne ha solo sentito parlare, ma ugualmente si identifica nella idea di Notariato espressa dalla sua figura, una professione al di sopra delle parti, nel nome dell’interesse superiore dello Stato che ogni notaio è chiamato a rappresentare», sono le parole di cordoglio dei Consigli notarili dell’Emilia-Romagna, espresse dal presidente Flavia Fiocchi.

Della sua attività professionale si ricorda inoltre la pubblicazione del primo testamento di Luciano Pavarotti. Momento storico per la lirica, durante il quale Giorgio Cariani preferì, nel suo stile, schivare i riflettori per dare risalto all’importanza della riservatezza nella sua professione. A ricordarne la figura anche la Diocesi e l’Università di Modena, con le quali collaborava per numerose attività filantropiche.