Scuole superiori, dal 7 si riparte: ma i doppi turni sono “congelati”

Gli ingressi scaglionati sono in stand by fino al 15 gennaio Saranno adottati se la presenza in aula salirà al 75%

Niente doppi turni nelle scuole superiori di Modena, almeno fino al 15 gennaio.

È questa la linea adottata dopo che il governo, in accordo con le Regioni, ha indicato che la presenza a scuola sarà al 50 per cento. Il valore precedente era del 75 per cento e siccome il riempimento dei trasporti era invece inferiore (al 50 per cento), si era studiata la soluzione dei doppi turni per le scuole superiori. Un’idea che non piaceva né a docenti, né agli studenti, e che prevedeva ingressi scaglionati: il 45 per cento degli studenti sarebbe entrato alle 8 e il 30 per cento alle 10.


Con le nuove norme, la soluzione del doppio turno è stata congelata, almeno fino al 15 gennaio quando un nuovo accordo potrebbe alzare il numero dei ragazzi in presenza.

La soluzione del “50-50” (per superiori e trasporti) congela il protocollo con i doppi turni, sottoscritto in Prefettura. «Ovviamente siamo pronti ad attivarci già da venerdì 15 - anticipa il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei - o quando ci sarà la necessità di trasportare più del 50 per cento degli studenti».

«Intanto si evita il doppio turno - gli fa eco il segretario provinciale Flc-Cgil Claudio Riso - poi dalla settimana dopo si dovrebbe passare al 75 per cento degli studenti in presenza».

I TRASPORTI

Fino all’Epifania (inclusa) i bus Seta osservano gli orari di vacanza scolastica. Da giovedì 7 scattano i nuovi orari, pubblicati sul sito dell’azienda.

La capienza massima dei mezzi resta dimezzata. Previsto un unico orario d’ingresso (alle 8) e tre fasce orarie per l’uscita (12,13,14). Dal 7 gennaio, 65 mezzi aggiuntivi affiancano i 225 bus circolanti negli orari di punta. Domani un vertice con agenzia della Mobilità di Modena (aMo), Seta e forze dell’ordine. Sul tavolo anche le azioni anti-assembramento sia alle fermate sia a bordo.

«C’è già un impegno delle forze dell’ordine per i controlli alle fermate - assicura Tomei - mentre quelli a bordo saranno svolti dal personale Seta».

Riso teme però quanto accadrà dopo la prima settimana di lezioni: «Si parla di orari scaglionati con ingressi alle 8 e alle 10 - ricorda l’esponente della Cgil - e uscita alle 13 e alle 15. In realtà, molte scuole hanno sei ore di lezione al giorno. Ciò significa uscire da scuola alle 16 e tornare a casa anche alle 17. Si sconvolgono le abitudini di vita degli studenti».

TEMI APERTI

Sia per Tomei che per Riso è «fondamentale» far ripartire le lezioni in presenza alle superiori. Tomei considera ineludibile passare al doppio turno quando la percentuale degli studenti delle superiori salirà al 75 per cento.

«Non potremmo riuscire altrimenti a pensare a un trasporto in sicurezza per tutti i ragazzi - sottolinea il presidente - anche se la percentuale (di studenti tra i banchi) fosse al 60 per cento».

Il segretario Riso invoca più risposte sulla percentuale stessa. «Molte scuole non hanno ancora deciso se intenderla come il 50 per cento delle classi in presenza o come il 50 per cento degli studenti di ogni classe - avverte Riso - Qualcuno, come una scuola di Vignola, sta propendendo per la seconda soluzione. Altre stanno ancora decidendo».

Al tavolo con le istituzioni i sindacati confederali hanno rilanciato un «mantra»: tracciare i contagi.

«Abbiamo chiesto a Tomei di farsi portavoce della nostra richiesta - spiega il segretario Riso - e di promuovere un incontro con i livelli decisionali della sanità».

Cgil, Cisl e Uil domandano di accelerare per le vaccinazioni. «Giusto ragionare sul personale sanitario e sulle Case di riposo per anziani - prosegue Riso - ma anche la scuola deve rientrare tra le priorità per i vaccini. In provincia di Modena circa 55mila persone ruotano intorno alla scuola, tra studenti e personale». C’è poi la programmazione per l’anno scolastico 2021-22, che non dovrà cogliere impreparate le istituzioni. «I vaccini ci daranno una mano - conclude Riso - ma nessuno può prevedere cosa accadrà a settembre. Bisognerebbe evitare di avere classi ancora di 26-28 studenti e investire sull’edilizia scolastica». —

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