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Cimone. Al lago della Ninfa già caduti tre metri Si prepara l’apertura 

Incredibile misurazione dei carabinieri della Forestale Noleggi e rifugi scaldano i motori recriminando con il fato

SESTOLA Una nevicata così non si vedeva da almeno una decina d’anni. E tanti, nei paesi dell’Appennino, dove ormai da giorni i fiocchi cadono copiosamente, si guardano intorno con un senso d’amarezza che, in tempi normali, in montagna non ci sarebbe stato. Specialmente nel periodo delle feste, quando una bella nevicata, tra i gestori di hotel, rifugi e impianti sciistici, viene solitamente accolta come una magia. Ma quest’anno la riapertura degli impianti è per il momento slittata al 18 gennaio e chi vive di turismo è in difficoltà.



La neve, sui punti più alti del Cimone ha superato i due metri, e mezzi spalaneve e spargisale sono ininterrottamente al lavoro da giorni. Ad alta quota si sono formati dei veri e propri muri di neve ai lati delle strade e le foto hanno fatto il giro del web. Chi ha potuto è rimasto in casa, guardando da dietro le finestre il proprio paese imbiancarsi e quei cumuli di neve crescere sempre di più.

Ma è al Lago della Ninfa che, dall’inizio della stagione, è caduta più neve (le rilevazioni dei carabinieri Forestali del centro Meteomont parla di 3 metri), e i titolari delle attività, sconfortati, contano le perdite: «Il periodo natalizio – spiega Paola Quattrini, titolare del Noleggio Ninpha – è un buon 30 per cento della stagione. Noi siamo aperti da diciotto anni, e sono sicura di non avere mai visto un fenomeno del genere almeno dell’ultima decade. Gli altri anni abbiamo sempre arrancato con la neve, adesso invece ce n’è tantissima». Certo, qualche persona in giro c’è: «Sono pochi, quelli delle seconde case – continua – vanno in giro con lo slittino o a fare passeggiate, il problema è che non possono usufruire di servizi».



Servizi che, peraltro, nelle località di montagna specie per le famiglie con bambini sono molto importanti e l’asporto non può compensare: la possibilità di entrare in un rifugio per ristorarsi e bere qualcosa di caldo, quando fuori ci sono temperature rigide, non è certo un aspetto da sottovalutare. «Le strade – prosegue Quattrini – sono abbastanza pulite, anche perché i mezzi stanno lavorando bene e in continuazione. Certo, bisogna essere attrezzati con le catene e con delle buone gomme termiche».



E mentre ieri mattina continuava a fioccare, seppur con meno intensità, Quattrini si guardava intorno speranzosa: «Teniamo le dita incrociate per il 18 gennaio, la stazione è prontissima, è stato fatto un bel lavoro per la riapertura in sicurezza. Noi aspettiamo solo che ce ne diano opportunità».

Ramsete Turchi della Baita Lago della Ninfa ha chiuso ormai da venti giorni: «Saliremo probabilmente domani (oggi, ndr) – dice – per vedere com’è la situazione, so che abbiamo la porta praticamente blindata dalla neve, ce ne saranno due metri. Se ci fossero stati gli impianti aperti avrebbero dovuto contingentare le macchine che venivano fin da Vignola». Anche Turchi, dà conferma di come il periodo natalizio, solitamente per la montagna sia il periodo d’oro: «Per noi – prosegue – rappresenta il 50-60 per centro della stagione. Dalla vigilia di Natale in poi era come se fosse sempre domenica da quanto si lavorava. Sono anni che non vedo, sotto le feste, una nevicata del genere».

A spalare da giorni, è anche Monica De Toffoli, del Rifugio del Lago della Ninfa, che si mostra molto amareggiata e preferisce non illudersi sulla riapertura degli impianti fissata per il 18: «Ormai – commenta – viviamo giorno per giorno. Si sentono dire tante cose, parlano delle regioni a rischio tra cui figura anche l’Emilia. Non sappiamo più cosa pensare, siamo qui e aspettiamo le decisioni». —

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