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«Mai vista una neve così dal 1985», Fiumalbo isolato sul fronte toscano

Chiuso il valico dell’Abetone per l’emergenza senza fine. Alto il rischio valanghe: «Non avventuratevi in escursioni»

FIUMALBO. «Io una cosa così a Fiumalbo me la ricordo solo da bambino, quando nel 1985 venne quella nevicata epocale. Una situazione simile, all’inizio dell’inverno, non se l’aspettava nessuno».

Il sindaco Alessio Nizzi risponde al telefono mentre è in “pattugliamento” sulle strade per fare il punto della domenica mattina di fronte all’emergenza meteo stringe nella morsa il suo comune, in particolare nella zona alta tra Rotari, Doccia e Montalecchio. Sono da poco passate le 11 e gli è appena arrivata la notizia dal suo collega di Abetone-Cutigliano Alessandro Barachini: ha emanato un’ordinanza per chiudere al transito la Statale 12 (via Giardini) nel passo dell’Abetone fino giù a Faidello, nel versante fiumalbino.



Bloccato il collegamento tra l’Emilia e la Toscana per la troppa neve: è la fotografia dell’emergenza. Il problema non sono solo i 2,2 metri di manto, «che diventano anche 3 solo che si faccia un po’ di accumulo nella spalata» precisa Nizzi. C’è anche tutto il pericolo legato agli alberi che per il peso si schiantano a ripetizione.

Ed è ciò con cui anche Fiumalbo sta facendo i conti in particolare sulla strada di Rotari: «Gli alberi continuano a cadere come in uno Shangai, con una successione impressionate» nota. I vigili del fuoco di Pieve, assieme ai colleghi di Fanano e Pavullo (che hanno portato su un robusto camion Unimog ex Corpo Forestale allestito con lama spalaneve) anche ieri sono passati da una rimozione tronchi all’altra, in una strada che passando in mezzo al bosco di abeti è stata più di ogni altra flagellata dal fenomeno.

E questo in una lotta continua con il meteo che nella nottata tra sabato e domenica ha portato altri 30 centimetri. «Non sappiamo più dove buttare la neve - riprende Nizzi - abbiamo dovuto attivare procedure d’urgenza per reperire altri mezzi spalaneve e altre turbine: spalatori e ditte private stanno facendo un lavoro impressionante, c’è chi da Natale dorme al massimo 3-4 ore per notte per assicurarci una viabilità fruibile. Siamo sostenendo delle spese ingenti, speriamo che dalla Regione arrivino risorse, altrimenti ci troveremo in grande difficoltà finanziaria. Intanto ringrazio la dirigente Rita Nicolini della Protezione civile per il supporto dato in queste prime fasi dell’emergenza rimanendo sempre un punto di riferimento. Ma un sentito grazie va anche ai ragazzi della mia giunta, che in questi giorni sono impegnati in prima persona sul campo. Grazie ovviamente ai vigili del fuoco, e grazie a Hera per essere tempestivamente intervenuta per risolvere un grave guasto sulla linea elettrica».



Intanto, i carabinieri della Forestale del servizio Meteomont (meteomont.carabinieri.it) hanno diramato un’allerta per rischio valanghe che per la giornata di oggi rimarrà tra il 3 (marcato) e il 4 (forte) su una scala di 5. A Sestola i rilevatori hanno contato al lago della Ninfa 1,80 metri e a Pian Cavallaro attualmente si è di sicuro sopra i 2 metri e mezzo. «C’è un alto rischio smottamenti - sottolinea il tenente colonnello Laura Guerrini - le escursioni sono sconsigliate nella maniera più assoluta». Sulla strada che conduce a Passo del Lupo si è formata per il vento una barriera alta 5 metri a Passo Serre: è stata abbattuta con urgenza ieri mattina dai gattisti del Consorzio Cimone per evitare una caduta sulla carreggiata. —

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