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Piandelagotti fa i conti con un altro blackout Ma stavolta Enel si fa trovare pronta

A Frassinoro si cerca di liberare un po’ il paese Creato un vasto deposito per gli accumuli 

FRASSINORO Non solo disagi negli spostamenti e vere e proprie paralisi viarie. Le precipitazioni eccezionali hanno anche riportato l’incubo blackout in Appennino. È successo dalle 23 di sabato nella zona di Piandelagotti (Frassinoro), creando una situazione di particolare allarme per diverse famiglie rimaste al freddo in un contesto di rigide temperature.

La situazione però si è risolta in fretta: ieri mattina sono intervenuti subito i tecnici Enel per l’allacciamento dei gruppi elettrogeni che erano già stati portati in zona. Sicuramente una buona notizia, considerati i problemi che ci sono stati in passato con Enel in occasione di ripetuti blackout causati dal maltempo e protratti in diversi casi anche per più giorni. Le operazioni sono state seguite sul campo dal vicesindaco Giancarlo Palandri assieme all’assessore Flavio Biondini, in filo diretto con il sindaco Oreste Capelli. Già in tarda mattinata la fornitura elettrica poteva considerarsi ripristinata verso tutti.


Anche qui 2 metri di neve ormai, e non si sa più dove metterla: si è pensato ai campi vicino al cimitero, un grande spazio aperto fuori dal centro dove i cumuli non possono creare intralcio. Per liberare un po’ il centro del capoluogo di Frassinoro si è invece deciso di realizzare un deposito neve nell’ex porcilaia davanti al garage delle corriere.

«Ci teniamo a ringraziare tutti gli spalatori per il lavoro eccezionale che stanno facendo - sottolinea Biondini - c’è gente che si è ridotta a dormire due ore per notte per garantire la percorribilità delle strade. Siamo dovuti ricorrere anche a turbine di aziende di fronte all’enorme quantità di accumulo. Ma un grazie sentito anche a Enel per essere intervenuta rapidamente con i suoi tecnici per gli allacciamenti provvisori in vista del ripristino delle linee danneggiate, che temiamo possano esserlo ancora di più nelle prossime ore».



Su chilometri di cavi da 15mila volt infatti si sono formati pesanti manicotti di ghiaccio che con le oscillazioni legate al loro peso (anche in caso di scioglimento) sono destinati a provocare altri contatti e altri problemi di mantenimento della rete.

Anche perché nella giornata di domani sono previste altre nevicate. Anche qui, l’eccezionale mobilitazione di forze ha provocato spese non sostenibili con le normali risorse di bilancio: «Solo la giornata di sabato ha comportato 5mila euro di spalate - nota Biondini - abbiamo assolutamente bisogno di sostegno, un piccolo comune come il nostro non ce la può fare da solo di fronte a una situazione come questa». Nonostante che nei paesi tanti si stiano rimboccando le maniche col volontariato: vedi gli alpini e gli altri cittadini attivi che dalla prima emergenza non hanno fatto mancare le loro braccia per pulire a forza di pala i marciapiedi e garantire l’accesso ai cassonetti: «Siamo molto grati per questo sforzo, è questo che si deve fare in una comunità solidale».



La neve è talmente tanta da costituire un pericolo anche per l’eccessivo peso sui tetti: ci si sta aiutando anche per le operazioni di alleggerimento, specie a casa degli anziani che non possono e non devono provvedere da soli. Questa è sempre stata zona di crinale per sua natura molto esposta alle precipitazioni, ma di una tale emergenza a inizio inverno nessuno ha memoria, almeno in tempi recenti. La quota neve è attorno ai mille metri: sotto c’è una sostanziale normalità, sopra qualsiasi cosa che cada da giorni è sempre solo e soltanto neve. E le proiezioni meteo non sono affatto confortanti: nell’arco della settimana è prevista altra neve in arrivo non solo nella giornata di domani ma anche venerdì e sabato. Insomma, le giornate impegnative non sono affatto finite. E siamo solo all’inizio dell’inverno. —

D.M.

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